CHIETI – “L’Amministrazione provinciale non è rimasta né inerte, né sorda all’appello per il ripristino della lapide distrutta in via Principessa di Piemonte a Chieti. Ma un’amministrazione pubblica non può certo affiggere, su un edificio pubblico, sottolineo, un edificio pubblico, peraltro di proprietà del comune, una targa che nel ricordare la tragica vicenda dei campi di concentramento, riporta nel testo un esplicito richiamo ad un movimento politico, nella fattispecie ai giovani democratici di Chieti”.

Lo afferma il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, replicando al vice presidente del Consiglio comunale, Alessandro Marzoli.

“I nostri uffici – prosegue Di Giuseppantonio – si sono attivati per commissionare una lapide di pietra che possa sostituire quella che ignoti vandali hanno distrutto e lo ha fatto seguendo le procedure e sopportando i tempi, spesso troppo lunghi, di un pubblica amministrazione che ogni giorno deve fronteggiare decine e decine di problemi. Posso assicurare a tutti i cittadini che, per continuare a rendere un degno omaggio alle vittime della barbarie nazista, la lapide danneggiata verra’ sostituita a cura della Provincia”.

“Non potevo e non posso, quale Presidente della Provincia – conclude – autorizzare l’installazione in un luogo pubblico di targhe e lapidi commemorative di eventi storici che rechino la firma di un partito politico come nel caso della targa in plexiglass fatta realizzare dai giovani democratici di Chieti”.