L’Aquila – Scambio infuocato di comunicati tra gli occupanti dell’asilo di viale Duca degli Abruzzi e il consigliere comunale della Destra Luigi D’Eramo.

L’esponente del movimento di Storace non si lascia sfuggire, in questi giorni, nessuna polemica: domenica contro il sindaco Massimo Cialente, stavolta deve rintuzzare l’attacco del movimento dell’asilo occupato.

D’Eramo viene accusato di essere “un personaggio completamente al di fuori della vita culturale e sociale del capoluogo abruzzese”, che sta conducendo una “risibile crociata contro l’asilo occupato”, invece di andare a vedere “come decine di giovani, arrivati da tanti paesi diversi, stanno portando avanti un progetto per restituire alla città un pezzetto di verde attrezzato”.

Replica duramente il consigliere: “Non prendo lezioni da chi dell’illegalità fa una bandiera in nome di una parte politica che tanto male ha fatto all’umanità”.

IL COMUNICATO DELL’ASILO OCCUPATO

Ci dispiace sinceramente di essere diventati l’incubo notturno del consigliere D’Eramo.

Il consigliere non perde infatti occasione per invocare lo sgombero di un posto che in pochi mesi è diventato un punto di riferimento importante in città, sia dal punto di vista sociale che culturale.

Sappiamo bene che questi sono aspetti del tutto marginali del pensiero del consigliere, infatti non lo abbiamo mai incontrato nelle tante iniziative organizzate in città in questi due anni dal terremoto.

Ci rammarica che un personaggio completamente al di fuori della vita culturale e sociale del capoluogo abruzzese possa sedere nel Consiglio comunale di una città che ha fatto della cultura una delle ragioni fondanti della sua storia, prima e dopo il terremoto.

Piuttosto che continuare nella sua risibile crociata contro l’asilo occupato venga il consigliere a vedere come decine di giovani, arrivati da tanti paesi diversi, stanno portando avanti un progetto per restituire alla città un pezzetto di verde attrezzato.

Ma già, ne siamo più che certi, il consigliere non vorrà sporcarsi le mani proprio come non fece quando il popolo aquilano decise di rimuovere da sé le macerie dalle piazze della città.

Il consigliere preferisce starsene comodo nella sua poltrona a sputare sentenze contro chi fa qualcosa in questa città.

LA RISPOSTA DI D’ERAMO

Gli occupanti dell’ex asilo sono fuorilegge.

Siedo tra i banchi del Consiglio comunale perché oltre 450 aquilani hanno deciso così.

Non ho incubi, interpreto e condivido la volontà degli aquilani che non accettano l’occupazione di un immobile pubblico di proprietà del Comune in barba a tutte le leggi e tutte le norme.

Non prendo lezioni da chi dell’illegalità fa una bandiera in nome di una parte politica che tanto male ha fatto all’umanità.

L’Aquila non ha bisogno di centri sociali sullo stile del Leoncavallo.

Non mi sono sporcato le mani rimuovendo le macerie oggetto di lotta ideologica, ma non mi sono sporcato le mani neanche in affari poco chiari come sembrerebbe abbiano fatto molti loro beniamini.

Chi vive al di fuori dalla realtà sono loro che abusivamente si sono chiusi dentro un immobile nel quale non possono stare, commerciare, vivere e propagandare le loro iniziative, che la città non condivide e che la legge vieta.

Questi ragazzotti non devono essere preoccupati del fatto che siedo sulla mia poltrona, dovrebbero iniziare a preoccuparsi quando deciderò di alzarmi da essa.