L’AQUILA – Un’imminente variazione del bilancio regionale per garantire il trasporto scolastico dei disabili, le deleghe al Genio civile, alla formazione professionale e l’Ufficio mezzi agricoli che tornano dalle Province alla Regione. Quest’ultima, però, taglierà trasferimenti per 4,2 milioni di euro.
Questo l‘esito, insoddisfacente per entrambe le parti, del recente incontro tra il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli e i presidenti delle quattro Province abruzzesi, Antonio Del Corvo, (L’Aquila), Mario Pupillo (Chieti), Antonio Di Marco (Pescara) e Domenico Di Sabatino (Teramo), che da mesi chiedono alla Regione di riprendersi le decine e decine di servizi, con costi di gestione e del personale annessi, ora a carico delle Province.
Queste ultime sono state infatti lasciate senza soldi e declassate a enti di secondo livello dalla riforma del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, accusato di aver lasciato il cerino, ovvero i costi sociali della riforma, in mano a Province e Regioni, che ora litigano sul chi deve fare cosa e con quali quattrini.
E infatti il più agguerrito dei quattro presidenti, Del Corvo, si è detto assai “deluso dall’esito dell’incontro”. Mentre Lolli gli ha risposto per le rime, invitando “al realismo e alla collaborazione” per risolvere una vicenda in effetti assai complessa.
“Al vice presidente Lolli – ha affermato Del Corvo ad AbruzzoWeb – voglio ricordare che Genio civile, la formazione professionale e l’Ufficio mezzi agricoli, rappresentano solo tre righe di dieci pagine di deleghe e attività, che la Regione svolge per tramite delle Province. Quindi la Regione ha fatto poco o nulla, anzi ha fatto di peggio, per sgravarci di sole tre servizi al cittadino che non siamo più in grado di assicurare, ci ha tagliato anche i trasferimenti per 4,2 milioni, mettendo così a rischio tante altre funzioni”.
Per Del Corvo, la “pur pessima legge Delrio” parla chiaro: le Regioni si devono riprendere tutte le deleghe per anni “appaltate” alle Province, a parte quelle dell’edilizia scolastica, dei controlli e autorizzazioni ambiente e della gestione delle viabilità provinciale, e poco altro.
Per l’evidente motivo che, dopo i tagli del 50 per cento dei trasferimenti da parte del governo, le Province non hanno alcuna possibilità di gestirle.
“Con i pochi soldi in cassa che abbiamo – ribadisce infatti un quasi rassegnato Del Corvo – riusciremo per pochi mesi ancora a garantire i servizi di controllo urbanistico e controllo ambientale, per mandare avanti l’Ufficio caccia e pesca, la Commissione espropri, l’Ufficio autorizzazioni attività produttive, il Controllo caldaie. Poi dovremo gettare la spugna, e a pagare saranno cittadini e imprese”.
Di fare manutenzione a scuole e strade, poi, neanche a parlarne: non c’è un euro a disposizione. Come non ci saranno soldi per sale e spazzaneve se dovesse nevicare ancora fino all’arrivo del caldo o comunque l’inverno 2015.
Di viaggi termali per anziani non se ne possono già più fare, e a rischio è anche l’apertura delle biblioteche e i nuovi corsi di formazione professionale, conclusi quelli già attivati.
Ancora, a breve collasseranno anche i Centri per l’impiego, che assorbono il 30 per cento del budget delle Province, se non se ne farà subito carico l’Agenzia nazionale del lavoro, la cui creazione ex novo è prevista dal “Jobs Act”.
“È vero – replica Lolli – restano in ballo 710 dipendenti delle Province, e servizi essenziali che rischiano di non trovare copertura, ma la Regione non può farsene carico, perché semplicemente neanche noi abbiamo i soldi. E dunque non è poco, intanto, aver garantito il trasporto scolastico, e l’esserci fatto carico di tre funzioni e di oltre cento dipendenti”.
Lolli fa anche notare che i 4,2 milioni che la Regione terrà per sé “serviranno a coprire altri servizi che ci apprestiamo a riprenderci dalle Province, non appena sarà approvata una legge complessiva di riordino della funzioni della Regione Abruzzo, perché queste sono cose, vorrei ricordare a Del Corvo, che non si possono fare da un giorno all’altro”. Filippo Tronca





