PESCARA – In Italia è record di giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti neet, per un totale di 2,2 milioni, peggio di noi in Europa solo la Grecia.
Ma a provare a dare una risposta a questa catastrofe anche in Abruzzo c’è il progetto Garanzia giovani, che dopo tanti problemi e ritardi riuscirà ad attivare nella nostra regione 2.777 tirocini formativi nel corso del 2015, a partire da metà marzo, in 2.032 aziende, e a spendere il budget di 31 milioni di euro di fondi europei, a vantaggio di 13.600 giovani neet abruzzesi, che hanno aderito al programma e a cui Garanzia giovani deve offrire percorsi di formazione e di occupazione lavorativa.
Garanzia giovani è però una risposta piccola rispetto alla portata del problema secondo il centro studi sul lavoro Adapt, che ha realizzato un report inviato al vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen.
In esso si legge che in Italia i neet sono, come detto, 2 milioni e 254 mila.
Di questi però solo poco più di un 1 milione e 500 mila ha i requisiti per rientrare nel progetto Garanzia giovani.
E al 12 febbraio scorso, prosegue il report, solo 412 mila hanno aderito al piano, pari ad appena il 18 per cento del totale.
Di questi circa solo 160 mila sono finora i giovani contattati per il primo colloquio e appena 12 mila quelli che hanno poi effettivamente ricevuto una offerta di lavoro, il 3 per cento degli iscritti a Garanzia giovani e ad un insignificante zero virgola del totale dei neet.
Un magro risultato, osserva Adapt, tenendo conto che il budget messo a disposizione solo per l’Italia, è di 1,5 miliardi, dei quali 567 dalla Youth Employment Initiative, 567 dal Fondo sociale europeo (Fse), e 379 di cofinanziamento nazionale.
A guardare comunque al bicchiere mezzo pieno è Tommaso Di Rino, capo del Dipartimento delle Politiche del lavoro, dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università della Regione Abruzzo, insediatosi da poco più di un mese.
Dopo tanti ritardi dovuti a problemi di applicazione delle norme, al rodaggio organizzativo, alla messa a punto del sistema informatico, come già riferito da AbruzzoWeb nel corso del 2014, ora, assicura Di Rino, si vede la luce in fondo al tunnel.
“Le aziende – spiega – hanno cominciato ad aderire, anche grazie all’assiduo lavoro di sensibilizzazione e promozione svolto dalla Regione, dai sindacati e dalle associazioni datoriali. Abbiamo ad oggi oltre 2000 aziende pronte ad attivare tirocini formativi a cominciare dalla seconda metà di marzo, che dureranno fino a dicembre”.
“Riteniamo ragionevole prevedere che molte altre aziende si iscriveranno nei prossimi mesi, tenuto conto che i termini scadono il 4 ottobre 2015. A disposizione – sottolinea poi Di Rino – ci sono 8 milioni di euro, che stimiamo di spendere entro l’anno, a vantaggio di oltre 2.700 giovani, che, tengo a sottolineare, oggi non lavorano né studiano, sono cioè in una condizione di fortissimo gap”.
L’idea è anche quella di rimodulare il budget per consentire ad almeno 500 giovani di fare tirocinio formativo all’estero, in un’azienda individuata dai Centri per l’impiego e dalle agenzie private in un altro paese europeo.
Di Rino assicura però che “saranno molto rigorosi i controlli per evitare abusi, l’azienda dovrà offrire un reale e verificabile percorso formativo, il tirocinio non dovrà in nessun caso trasformarsi in manovalanza a costo zero per l’azienda, pagata dalla Regione”.
Il tirocinante guadagnerà 600 euro al mese netti, per venti ore settimanali di formazione in azienda.
E i vantaggi per le imprese potranno essere notevoli, grazie ai 4 milioni a disposizione per l’attivazione dei bonus occupazionali.
“L’azienda avrà il vantaggio – spiega Di Rino – di formare a costo zero un suo futuro lavoratore, che potrà poi assumere con il bonus, ovvero con agevolazioni che vanno dai 1500 euro ai 6 mila euro. La misura è già attiva e a breve si avranno i primi dati dei bonus erogati”.
Nel plafond di Garanzia giovani c’è poi 1 milione di euro per il Servizio civile volontario, che già coinvolge 150 giovani, nei settori dell’assistenza alle persone, protezione civile, ambiente, patrimonio artistico e culturale, educazione e promozione culturale e servizio civile all’estero.
Il guadagno mensile netto per ciascuno di loro sarà di 434 euro. In caso di progetti svolti all’estero, in aggiunta al compenso mensile, è prevista un’indennità di 15 euro giornalieri.
Sul capitolo formazione, assicura Di Rino, è finalmente al nastro di partenza, entro un mese o due, con 3 milioni a disposizione.
Il budget, va sottolineato, è stato triplicato rispetto la dotazione iniziale.
Manca però da definire la quota da riconoscere per ogni studente agli enti di formazione accreditati.
“Con i sindacati e gli imprenditori – sottolinea Di Rino – stiamo ragionando su tutti moduli formativi brevi e mirati, fortemente funzionali ai cicli produttivi dove c’è concreta possibilità di trovare occupazione”.
Stenta invece a decollare la misura volta a favorire l’auto-impiego e all’auto-imprenditorialità, che ha a disposizione 10 milioni di euro da utilizzare per aiutare il giovane a mettere su un’attività imprenditoriale, assistenza personalizzata per la stesura del business plan e la costituzione dell’impresa, sostegno allo start up e facilitazioni nell’accesso al credito attraverso un Fondo di garanzia. Ma avviare un’attività imprenditoriale, seppure con agevolazioni, di questi tempi non è facile per nessuno.



