PESCARA – Il presidente della Confcommercio di Pescara, Ezio Ardizzi, criticando l'”emarginazione” della sua associazione dalle attività della Camera di Commercio del capoluogo adriatico, analizza i risultati ottenuti dalla nuova amministrazione dell’Ente, definendoli “oltremodo preoccupanti”, e difende i suoi dieci anni di gestione camerale.
Nel corso di una conferenza stampa, Ardizzi ha sottolineato quelle che a suo parere sono le criticità degli ultimi due anni di gestione della Camera di Commercio. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, ad esempio, la percentuale pescarese é scesa dal 10% al 6%; dal punto di vista finanziario, invece, se il 2009 si è chiuso con un avanzo di quasi 500mila euro, “il bilancio 2010 si chiude con un disavanzo di circa un milione di euro”.
Il rischio, secondo Ardizzi, è che “a fine mandato, se non si adotteranno urgenti e drastici correttivi, la gestione Becci avrà azzerato il ‘tesoretto’ che gli è stato consegnato, con possibili difficoltà di pagamento degli stipendi, così come si rischia di portare di nuovo la Camera di Commercio di Pescara in una situazione di dissesto e sofferenza, pur avendo ereditato dalle precedenti gestioni consistenti risorse economiche”.
Il presidente si è poi soffermato sulle nuove iniziative e sui progetti, “voluti e realizzati dalle due precedenti Giunte camerali”, portati avanti “con scarso entusiasmo e sempre minor gradimento”. Criticando duramente l’emarginazione di Confcommercio, Ardizzi ha detto di non conoscere i motivi di questo atteggiamento, “non può esistere una cosa del genere – ha aggiunto -, siamo il nucleo forte di questa economia pescarese. Per costruire il futuro, un bel futuro, prima bisogna sognarlo – ha concluso -, ma Becci e la sua giunta non sanno sognare”.






