L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila detta le sue regole per la ricostruzione del centro storico.
Questo il senso della proposta di deliberazione bipartisan dell’assemblea presentata dal consigliere Enzo Lombardi (Forza Italia) e un’altra ventina che verrà presto discussa e approvata in aula, dato che la convocazione è stata già richiesta.
Secondo i firmatari, il provvedimento “metterà ordine alle procedure per la ricostruzione del centro”, dando priorità al cuore della città piuttosto che alla periferia, “come volevano fare Chiodi e Fontana”, ha detto il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti.
Nel provvedimento il centro viene suddiviso in aree e vengono indicate diverse modalità di intervento a seconda della zona.
Particolare attenzione viene posta su un “cordone” che va tra le mura antiche della città e il perimetro del centro fissato dal piano regolatore del 1975: questa fascia viene definita la parte “intima” e lì, secondo Lombardi e Benedetti, dovrà essere posta particolare attenzione.
L’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, presente all’incontro con la stampa, ha sottolineato “il ruolo dell’architetto Daniele Iacovone“ (incaricato dal sindaco di stilare il piano di ricostruzione del capoluogo) nella redazione dei contenuti del testo.
Secondo Benedetti, “Chiodi e Fontana volevano ricostruire prima la periferia e poi lentamente il centro, il Consiglio comunale ha invertito l’ordine della ricostruzione. Tra qualche giorno – ha annunciato – sarà possibile cominciare a presentare i progetti e ci saranno 180 giorni di tempo”.
Sull’acceso dibattito che si è acceso nelle scorse settimane Lombardi ha commentato: “Nonostante le polemiche pretestuose su quella mozione bipartisan, che non era un inciucio, abbiamo smosso le acque per avviare un preciso disegno per rendere realistica la ricostruzione del centro. Ringrazio la Giunta e l’assessore Di Stefano che hanno tradotto in deliberazione quella mozione”.
“Chiodi – ha concluso Di Stefano – è commissario per un aspetto, non può imperversare su tutto. Le assemblee elettive ci sono e se ne deve tenere conto. La comunità aquilana vuole scrivere da sé il suo futuro”. (alb.or.)



