ROMA – Il vino è il vero motore del turismo enogastronomico che vale per l’Italia cinque miliardi e si conferma l’unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta nazionale con il raddoppio dei viaggi nel corso del 2010.
È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti presentata in occasione del Vinitaly.
Secondo le elaborazioni Coldiretti, sui dati dell’Osservatorio nazionale del Turismo, sono raddoppiati gli italiani che hanno fatto le vacanze in Italia per motivi enogastronomici nel 2010 con circa 2,7 milioni di viaggi svolti pari al 4,2 per cento.
A fare da traino è spesso, sottolinea la Coldiretti, la ricerca del buon vino con destinazioni che privilegiano i grandi patrimoni della vitivinicoltura nazionale,dalle Langhe alla Franciacorta, dal Chianti Classico al Valpolicella ma anche tutti gli altri territori emergenti.
Una occasione per abbinare l’opportunità di gustare un buon vino con quella della visita alle città d’arte.
Insieme al patrimonio artistico crescono peraltro anche le visite dei turisti direttamente in vigna come conferma il crescente successo delle vendite dirette in cantina che hanno raggiunto nel 2010 il valore di 1,2 miliardi di euro pari al 15 per cento del fatturato dell’intero settore.
Un fenomeno in rapida espansione che nasce dalla volontà di verificare personalmente qualità, genuinità, origine e tecnologie utilizzate per il vino.
Unìopportunità per i turisti che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità, ma anche un’occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare una specialità territoriale unica e inimitabile.
La vendita diretta del vino con la possibilità di conoscere vigneti e cantine sono molto diffuse tra i nuovi Paesi produttori come Sudafrica, Australia e Stati Uniti dove la visita alle wineries – riferisce la Coldiretti – alimenta anche un importante flusso turistico.
L’Italia può contare su un’ottima produzione di vino sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo con l’ultima vendemmia, stimata su valori di 45,1 milioni di ettolitri, con il 60 epr cento della produzione che è destinato alla realizzazione dei 504 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (330 vini Doc, 56 Docg e 118 Igt).
Un numero di riconoscimenti superiore a quello dei cugini francesi mentre sul piano produttivo – concude la Coldiretti – si ripete anche quest’anno la sfida con la produzione oltralpe che è attualmente stimata pari a 45,6 milioni di ettolitri in attesa dei dati definitivi.



