L’AQUILA – Circa duecento persone, tra precari, personale medico di ruolo, sindacalisti e rappresentanti delle Istituzioni hanno preso parte alla manifestazione di protesta che si è tenuta all’Aquila a sostegno dei circa 300 lavoratori del settore sanitario che, senza una proroga dei contratti, rischia di rimanere a casa alla fine di questo mese.
Gonfaloni del Comune e della Provincia dell’Aquila hanno preso parte all’iniziativa che, nonostante la pioggia incessante, si è svolta prima alla Villa Comunale e poi si è trasferita nel tendone di Piazza Duomo. Nella mattinata il presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi, si è recato a Roma per tentare di individuare una strategia con i ministeri competenti, Funzione Pubblica ed Economia, e presidenza del Consiglio dei Ministri per salvaguardare i posti di lavoro e il diritto alla salute dei cittadini, messo a rischio con il taglio dei precari.
Questa mattina, intanto, il mondo politico ha lanciato un segnale: il Consiglio provinciale dell’Aquila ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale ha manifestato il pieno sostegno alla protesta dei precari della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, mentre il gruppo consiliare del Pd all’Emiciclo ha presentato un disegno di legge regionale per tentare una proroga dei contratti fino a fine anno.
LA PROTESTA
Nonostante il vero diluvio che si è registrato nel capoluogo circa duecento persone hanno preso parte alla manifestazione indetta dalla Uil e alla quale hanno poi aderito le sigle di Cigl, Cisl e Anaao-Assomed. Per tutti il taglio dei precari, previsto dal decreto Brunetta che impedisce per il2011 il superamento del 50% del tetto di spesa rispetto a quello del 2009 per l’assunzione dei precari.
Presente anche il manager della Asl, Giancarlo Silveri, che ha voluto dimostrare tutta la sua “solidarietà nei confronti delle professionalità e dei lavoratori della sanità della Asl aquilana e provinciale. Speriamo che da Roma arrivino buone notizie. Per quanto riguarda il mio ruolo posso dire che è mio compito, rispetto alle norme vigenti, garantire i livelli di assistenza alla popolazione. Al momento non c’è una vera e propria emergenza San Salvatore: abbiamo operato degli accorpamenti dei servizi, ma siamo al limite”.
Al corteo hanno partecipato anche i lavoratori provenienti da Avezzano (L’Aquila), segno che come ha dichiarato l’assessore comunale dell’Aquila ed ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, “è arrivato il momento di aprire una vertenza territoriale, senza campanilismi e particolarismi. La situazione è delicatissima: ci sono delle responsabilità ben precise. La proroga dei precari andava inserita nel decreto Milleproroghe e non è stato fatto. Adesso occorre un provvedimento legislativo ad hoc, anche di portata regionale, per evitare una vera e propria emergenza sociale. Oltre ai posti di lavoro è a rischio il diritto alla salute dei cittadini”.
La sanità del territorio provinciale “è già messa in crisi dai tagli operati nel settore privato, come quelli alle cliniche Sanatrix e Santefar e di Avezzano. Ora si taglia nel pubblico. Un’escalation decisamente preoccupante”.
“La situazione è drammatica – ha detto il segretario regionale della Uil-Fpl, Fabio Frullo – È un problema di un intero territorio, che all’Aquila è ancor più sentito a causa del terremoto. I parametri del decreto Brunetta non possono essere applicati al capoluogo, dove nel 2009 c’è stato un terremoto che forse qualcuno sembra essersi dimenticato”.
Dello stesso avviso l’assessore provinciale Pdl Guido Liris, medico di professione: “La legge Brunetta è inapplicabile per la città dell’Aquila. Occorre una norma ad hoc che impedisca il licenziamento dei precari e metta a rischio il diritto ad una buona sanità dei cittadini”.
Da Roma, secondo l’esponente Cisl Gianfranco Giorgi “è possibile che da Roma arrivino delle indicazioni positive per il problema precari, ma occorre che ci si renda conto che la legge Brunetta non è applicabile alla città dell’Aquila”.
“Un decreto a perdere o una norma correttiva del decreto “milleproroghe” – secondo il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, potrebbero essere le due opzioni per “evitare una vera e propria tragedia sociale”.
PROVINCIA L’AQUILA: SOTEGNO AI PRECARI ASL
Questa mattina presso la sala “Spagnoli” del Consiglio Regionale, si è svolto un Consiglio provinciale straordinario sulla Sanità. Il Presidente del Consiglio, Filippo Santilli, ha iniziato la seduta con un minuto di raccoglimento per ricordare le vittime del terribile sisma che ha colpito il Giappone.
“Ho ritenuto opportuno convocare un consiglio straordinario con un unico punto all’ordine del giorno dedicato esclusivamente ai problemi della sanità che coinvolgono i precari Asl che rischiano di perdere il lavoro, – afferma il presidente Santilli – con inevitabili ripercussioni e problemi agli ospedali dove prestano il loro servizio. Siamo comunque vicini alle famiglie coinvolte in questo difficile momento – conclude Santilli – affinche’ si possa inserire una Norma che consenta la deroga di questi contratti.
Il Presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, ha ritenuto significativo tenere questa seduta “Questo tipo di iniziative sono importanti, – ha affermato Del Corvo – abbiamo una situazione provinciale molto difficile e si rende ancora più necessario avere un servizio sanitario efficiente. C’e bisogno dell’unione di tutti, evitando le strumentalizzazioni politiche, solo cosi’ si possono dare risposte concrete”
“Il problema subentra quando la legge non si sposa più con i cittadini. – ha detto il capogruppo Pdl in Consiglio provinciale, Armando Floris, – I tempi sono stretti, ma possiamo dire la nostra su questa situazione che può avere ad oggetto un ridimensionamento forte di vari settori e reparti ospedalieri. Anche e soprattutto sulle problematiche della sanità si gioca l’immagine di noi istituzioni e dell’intera classe politica.
“Lo stato attuale della sanità in Abruzzo è frutto, anche, di situazioni precedenti che il governo Regionale si trova a gestire – sostiene il Capogruppo di Alleanza per L’Aquila Gianluca Alfonsi – credo che la Provincia abbia fatto bene a convocare questo consiglio, nonostante le competenze sono minime. Il terremoto ha aggravato la situazione, ma la sanità presenta il suo conto su tutte le zone dell’intero territorio provinciale”.
Dello stesso avviso il consigliere Fernando Caparso (Pdl) che ha aggiunto come in passato, le nomine di diversi primari hanno inciso fortemente sulle casse sanitarie regionali.
Il documento messo all’attenzione del Consiglio e sottoscritto da tutti i capigruppo, e’ stato votato all’unanimità dai presenti.
I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno apprezzato il documento presentato dalla Provincia e hanno sottolineando l’emergenza in cui ci troviamo, visto che piu di 300 persone, rischiano di rimanere disoccupate.
PD IN REGIONE: EMENDAMENTO PER SALVARE I PRECARI ASL
L’AQUILA – Il gruppo consiliare del Partito democratico ha presentato un emendamento alla proposta di legge regionale 259/2011 al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea) negli ospedali della regione.
L’articolo aggiuntivo presentato dal Pd prevede che, nei limiti imposti dai piani di rientro nella gestione del servizio sanitario regionale, la Regione Abruzzo autorizza i Direttori generali delle Asl regionali a prorogare i contratti di lavoro a termine e di collaborazione in essere al 31 dicembre 2010 con il personale medico, infermieristico ed ausiliario impiegato nelle Aziende sanitarie. Attualmente sono 1.200 i dipendenti precari, di cui 329 nella Provincia dell’Aquila.
“La norma si rende necessaria in quanto negli anni 2007/2009 – osserva Giovanni D’Amico, Vice Presidente del Consiglio regionale – il Piano di rientro ha bloccato le assunzioni di personale nel Servizio Sanitario Regionale, essendo preliminare di ogni atto il rientro nei tetti di spesa. Le Aziende sanitarie abruzzesi conseguentemente non hanno potuto procedere ad assunzioni, mantenendo i Lea attraverso l’utilizzazione di personale con contratti a termine e di collaborazione. La riduzione di personale prevista dal decreto legge 78 risulterebbe oggi gravosa per le Asl, nel limite delle capacità di mantenimento dei livelli essenziali di assistenza con un danno incalcolabile nella organizzazione dei servizi e nella tutela della salute delle persone”.
L’emendamento sarà discusso in aula occasione del Consiglio regionale convocato per martedì 22 marzo. “La salute deve essere garantita, e con questo emendamento, oggi diamo la possibilità al presidente, Gianni Chiodi, di tutelare questo diritto importante e di trattare soprattutto con il Governo nazionale – sostiene il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Di Pancrazio -. Con la proroga dei contratti ai dipendenti precari, quindi, daremo la possibilità alle Asl, già duramente penalizzate dai tagli, di mantenere i livelli essenziali di assistenza, che – conclude il consigliere regionale del Pd – devono essere garantiti dalla Regione anche ai sensi della giurisprudenza di cassazione”.
CHIAVAROLI AL PD: “MOSSA PROPAGANDISTICA”
L’AQUILA – “Il collega Caramanico piega i dati a suo uso e consumo e lo fa con chiaro intento allarmistico”. E’ la replica di Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo consiliare del Pdl che aggiunge: “ma se avrà l’onesta intellettuale di leggere attentamente i documenti ufficiali potrà rendersi conto di come la Giunta Chiodi abbia proposto e applicato riduzioni uguali in quota parte sia al pubblico che al privato (circa 18% in meno a tutti) con una azione necessaria quanto improrogabile”.
Con riferimento, invece, all’emendamento proposto dal Pd in favore dei precari, Chiavaroli sottolinea come “si tratti, da parte loro, di una mossa tardiva, meramente propagandistica e sostanzialmente fuori tempo. Ormai da diversi giorni e fino a stamattina – rende noto il portavoce del gruppo consiliare – il presidente Chiodi si è recato a più riprese presso il ministero della funzione pubblica a Roma proprio per affrontare e risolvere tale problema e in base ai colloqui già avuti – conclude Chiavaroli – siamo fortemente ottimisti sull’esito positivo di una vicenda causata dalla politica scellerata portata avanti dal centrosinistra.






