CHIETI – “ Che i giovani siano accuratamente informati ed educati ad avere maggior cura della propria salute e maggiore attenzione al proprio corpo; certe malattie sono rare nei giovani ma purtroppo proprio nei giovani hanno conseguenze molto pesanti”.

Sono le parole del testamento di una giovane ragazza, Martina, morta a causa del cancro alla mammella; ed è da questo prezioso testamento che nasce il “Progetto Martina”, organizzato dal Lions Clubs, con l’intento di girare di scuola in scuola per rompere il silenzio sul cancro e promuovere la prevenzione.

Nelle ultime settimane di aprile, il Progetto Martina ha raccontato di questa splendida missione agli studenti chietini del liceo Scientifico “Masci” in un incontro presso la loro aula magna, alla presenza anche della dottoressa Cosima Chiapperino.

Sono state le classi quarte a interagire in un dibattito interessante con il medico, che si occupa di quest’opera di divulgazione e prevenzione.

L’incontro si è aperto con l’illustrazione delle tecniche di prevenzione per i tumori alla mammella, ai testicoli, all’utero e tumore della pelle per poi passare ad analizzare i fattori rischio moderni, come quello dell’inquinamento urbano, dell’alimentazione, del fumo e dell’uso sproporzionato del cellulare che può incidere in casi predisposti geneticamente.

I ragazzi si sono mostrati colpiti e attivi in un dialogo anche scientifico, come spiega uno degli studenti presenti, Silvia Sigismondi.

“Penso che quest’incontro sia stato utile per far pensare su questo tipo di malattie e anche per fare piccole attenzioni, per cercare di prevenire o cercare di identificare da soli una malattia”, confessa.

“A tratti ero un po’ spaventa perché ho riflettuto sul fatto che ognuno potrebbe essere malato senza saperlo però l’incontro è stato organizzato bene quindi è stato ‘superato’ questo aspetto. Inoltre ho potuto scoprire cose sui tumori in particolare, che non conoscevo”, conclude.

Con la speranza che prevenire possa curare, che sapere possa cambiare, che informarsi possa migliorarsi perché i giovani sono esposti quanto gli adulti a un male che spesso corre più in fretta d’ogni cura.