L’AQUILA – “Sul piano comunale d’emergenza possono uscire carte e contro carte, ma non molliamo la presa”.

Lo afferma il presidente della fondazione “Sei aprile per la vita”, Vincenzo Vittorini, dopo la battaglia di documenti con l’assessore comunale alla Protezione civile, Roberto Riga, per affermare l’uno che il piano risulta ancora in approvazione, l’altro che è stato redatto e presentato ufficiosamente anche se non ufficialmente.

“Non è la mia lotta contro Riga – spiega Vittorini a freddo – ma dovrebbe essere tutta la città a prendere posizione, visto che le scosse continuano: ci vuole un cambio di mentalità”.

Ieri Riga ha detto che il piano c’è, concetto ribadito anche dal sindaco, Massimo Cialente, per il quale il piano del suo Comune “viene preso anche come modello”.

“Può essere anche il migliore – ribatte Vittorini, ripetendo un concetto che ha già espresso nei giorni scorsi – ma se non lo cacciano non serve a niente. Dovevano esibirlo dal 7 aprile, dire ai cittadini cosa fare e dove andare in caso di emergenza o di pericolo”.

La richiesta è sempre la stessa: “Servono aree attrezzate. Pronte 365 giorni l’anno? Ebbene sì – conclude – in questa città è necessario realizzare spiazzi con un fogna, l’acqua e l’elettricità da utilizzare come spazi di aggregazione normalmente e in caso di bisogno, come avviene in America”. (alb.or.)

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