L’AQUILA – Prosegue la guerra intestina tra rappresentanti delle comunità straniere del Comune dell’Aquila.
Il consigliere comunale straniero, Roland Vide, replica oggi alla nota del presidente della Consulta degli stranieri dell’Aquila, Gamal Bouchaib, che ha annunciato la sua cacciata dall’organismo collegiale.
Se Bouchaib ha bacchettato Vide parlando di “troppe assenze non giustificate e l’inerzia con la quale sta conducendo i lavori al Consiglio comunale”, oggi il consigliere si difende e accusa Bouchaib di “monopolizzare il dibattito per fini personali” e di “marcatura a uomo, del tutto difensiva delle sue idee”.
LA LETTERA
Personalmente non mi meraviglio delle dichiarazioni pubblicate sugli organi di stampa da parte del signor Bouchaib, con lo scopo di oscurare la verità e modificare la realtà dei fatti.
Credo sia necessario, per questo motivo, riportare una breve sintesi della storia recente della Consulta Stranieri e dei miei rapporti col Signor Bouchaib.
La Consulta Stranieri fu istituita da me il giorno 15 aprile 2008, in base alla riunione con le principali associazioni di cittadini stranieri presenti all’Aquila, in qualità di Consigliere straniero aggiunto.
Il nuovo organismo della Consulta Stranieri venne presentata all’assessorato alle Politiche per l’Immigrazione del Comune dell’Aaquila, in data 19 aprile 2008. Della Consulta facevano parte, ufficialmente, 9 componenti.
Fino all’ultima riunione della Quarta Commissione del Comune dell’Aquila, tenutasi non oltre un anno addietro, sul tema del riconoscimento della Consulta in seno all’amministrazione comunale, i componenti della Consulta risultavano gli stessi; ad eccezione di uno che si era ritirato nel frattempo per motivi familiari.
Nell’arco del 2010 nella Consulta sono state cooptate 2 persone, senza che io e altri componenti presenti dalla nascita dell’organismo, nella obbligatoria collegialità, ne fossimo informati con le procedure di rito.
Mi risulta che la Consulta, in un anno, sia stata convocata ufficialmente solo una volta: in questa occasione l’ipocrisia del Signor Bouchaib si è manifestata nell’inviare a me un semplice sms (ufficioso) di convocazione e di non convocare affatto un altro componente.
Sottolineo che dalla presentazione ufficiale alle istituzioni della Consulta, ben 2 componenti sono risultati sempre assenti alle riunioni e non sono mai stati espulsi.
Occorre ricordare che,in tema di espulsioni,il Signor Bouchaib è stato “espulso” dalla rappresentanza popolare e democratica, da parte dei cittadini stranieri, tramite l’esito delle votazioni ufficiali per le elezioni amministrative al Comune dell’Aquila del Consigliere Aggiunto Straniero nell’anno 2007, risultando perdente.
Il Signor Bouchaib non ha nessun diritto di esprimere giudizi sul mio operato,a fronte dei suoi reiterati comportamenti scorretti: io non mi sono allontanato da nessuno. Lui da un anno non chiama e non comunica direttamente, nonostante io risulti componente della Consulta.
Nei suoi maldestri interventi pubblici Bouchaib si ostina a fare una “marcatura a uomo”, del tutto difensiva delle sue idee (vedi la sua relazione contraria alla mia interrogazione in Consiglio comunale sulla situazione abitativa degli immigrati): è capace solo di fare il bastian contrario o di contraddirsi allorchè si oppone a una mia iniziativa che prima lui stesso aveva apprezzato.
Per concludere tengo ad informare che bisogna essere molto ignoranti nel non saper che io svolgo un lavoro autonomo e, quindi, assentandomi per partecipare ai Consigli comunali, il compenso del Gettone di presenza è inferiore al guadagno standard giornaliero che traggo con la mia attività privata.
Io non peso sulle casse dello Stato ma contribuisco col mio lavoro alla ricchezza nazionale, come milioni di lavoratori stranieri. In più mi impegno sui temi dell’Immigrazione, oltre il tempo lavorativo della mia attività.
Ben diversa è la condizione del Signor Bouchaib (questa è una differenza importante tra me e lui) che risulta retribuito con i soldi pubblici e, quindi, a carico dei contribuenti.
Sarebbe molto più utile per i cittadini immigrati residenti in questa città che la mia attività fosse concretamente supportata e partecipata da tutti coloro che hanno voglia di innovare, senza desideri di monopolizzare il dibattito per fini personali.
Per parlare in nome delle migliaia di cittadini strnieri che vivono all’Aquila, non basta certo apparire come portavoce di organismi ereditati da altri.
La rappresentanza di questi organismi va ampliata per raggiungere il massimo numero di cittadini e non si può continuare a dividere l’opinione pubblica con atteggiamenti litigiosi che danneggiano l’intera comunità straniera.






