L’AQUILA – Il Tribunale della Libertà dell’Aquila ha disposto il dissequestro di un immobile commerciale ubicato nella frazione di Bazzano, sulla statale 17, finito nell’ambito di una inchiesta su un presunto caso di truffa per conseguire indebitamente fondi comunitari destinati al ripristino delle attività produttive nella zona del “cratere”.

I fondi indebitamente conseguiti ammontano, secondo ai militari delle Fiamme gialle a quasi 2 milioni 300 mila euro.

Per tale ragione è indagato per truffa ai danni dello Stato un 63enne dell’Aquila, Olivio Piccinini, imprenditore proprietario, attraverso una sua impresa, dell’immobile sequestrato.

Si tratta del capannone che ospita l’azienda in franchising “Pittarello”, specializzata nella vendita al dettaglio di calzature. L’esercizio, che prosegue la sua normale attività, è assolutamente estraneo ai fatti, che si riferiscono alle sole mura dello stabile.

Con lui, risponde di concorso nello stesso reato un 60enne di Pescara, Beniamino Franchi, per aver redatto una perizia che si è rivelata infedele.

Il provvedimento ablativo, che aveva portato sequestro, era nella forma tecnicamente definita “per equivalente”, cioè fino a concorrenza del danno procurato ed è finalizzato alla confisca.

L’imprenditore, per accedere ai contributi, avrebbe falsamente attestato alla Regione Abruzzo di aver fatto ripartire l’impresa entro il termine previsto dalla normativa e cioè il 31 dicembre 2010.

In realtà la documentazione che avrebbe dovuto attestare questo adempimento, necessario per conseguire il saldo dei finanziamenti pubblici accordati, non era riferibile all’attività d’impresa per la quale esso era stato richiesto, locazione di immobili commerciali.

Tale attività, in effetti, secondo le indagini, non è stata riattivata nei termini previsti, bensì oltre 2 anni dopo quanto attestato dall’indagato.

Questi, per ingannare l’Ente erogatore, aveva presentato documenti fiscali riferibili a un’altra sua attività.

Inoltre, per dimostrare di aver ripristinato/incrementato i propri livelli occupazionali, ulteriore requisito richiesto dal bando, avrebbe utilizzato l’espediente di indicare alla Regione l’assunzione di un lavoratore, anche in questo caso, riguardante una diversa attivita’ rispetto a quella per la quale erano stati concessi i fondi comunitari.