L’AQUILA – Il Guru non si dimentica.
La scomparsa del dj aquilano Enrico Di Paolo nella notte fra il 31 dicembre e il 1° gennaio, resterà una ferita aperta per molti.
Non può sottrarsi al dolore e all’incredulità neppure Luca Graziani, giovane di Onna (L’Aquila) che vive da anni negli Usa, prima Miami poi Grande Mela, New York City.
Graziani era uno di quei ragazzini che una quindicina di anni fa si caricava in spalla un’enorme borsa piena di dischi in vinile e si faceva il mazzo all’Aquila e dintorni da un locale all’altro per diventare un vero uomo della notte di musica in consolle. Imparando l’arte del dj dai mostri sacri del capoluogo abruzzese, Guru in testa.
“Mi sono svegliato il 1° gennaio – racconta Graziani al nostro giornale – stavo rispondendo ai messaggi di auguri della sera precedente. Uno di questi mi comunicava la scomparsa del Guru. Non riuscivo a crederci”.
A parecchi chilometri di distanza, che sapore ha la scomparsa di uno dei suoi maestri?
Il Guru fu uno dei primi con cui ho lavorato alla fine degli anni ’90. Ancora oggi penso che il No End e Il Roxy siano stati i locali aquilani con le serate universitarie più belle di sempre. Peccato aver perso un po’ i contatti col Guru, anche se ho continuato a leggere e commentare i suoi post su Facebook che talvolta erano al vetriolo, perché questo era il Guru, nel bene o nel male ti diceva sempre quello che pensava. La sua scomparsa non puo che lasciarmi con grander amarezza e incredulità.
Che cosa ha significato per lei imparare il mestiere di dj in un luogo lontano da tutto come L’Aquila?
Diventare dj in tempi in cui si faceva per passione e si andava in giro con quintali di dischi, mi ha insegnato la sostanza di questa professione. Oggi i tempi sono diversi, la tecnologia ha preso il sopravvento, basta guardare agli Usa. Qui il pubblico è diverso da quello italiano, ma proprio la mia formazione da ‘vecchia guardia’ mi ha permesso di adattarmi e applicare le vecchie conoscenze alle nuove tendenze.
La sua dedica newyorkese al Guru?
Domani (venerdì, ndr) sarò in un uno dei locali piu alla moda di New York City, lo Skyroom Rooftop Terrace. E come ultimo pezzo suonerò un vecchio successo di Frankie Hi Nrg che lui amava tanto. Ricordo che ci chiudevamo le serate al No End e prima di metterlo lui diceva: “Ricordatevi, diffidate sempre di quelli che ben pensano!”.



