L’AQUILA – “Cialente non conosceva le mie direttive e non vuole applicarle? Le ha preparate lui e non è importante che obbedisca lui”.
Cade dalle nuvole, il vice commissario per la ricostruzione, Antonio Cicchetti, nel sentire le dichiarazioni polemiche del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, verso le sue direttive che rendono più severe assegnazioni e criteri per gli alloggi C.a.s.e., Map e fondo immobiliare. Ma si riprende subito e risponde piazzando due stoccate con aplomb.
Il vice commissario scansa anche l’idea di una “guerra” tra struttura commissariale e amministrazione comunale che, dice, “non serve a nessuno”. Ma continua a ricevere critiche, anche dall’assessore comunale Stefania Pezzopane e dal consigliere di Futuro e libertà, Enrico Verini.
CICCHETTI: ”CIALENTE SAPEVA TUTTO, NON DEVE OBBEDIRE LUI MA GLI UFFICI”
Alla domanda se ha sentito le bordate del primo cittadino, Cicchetti risponde serafico: “No. Che dice?”. Cialente durante la cerimonia per la riapertura delle 99 Cannelle ha detto che non sapeva nulla delle nuove direttive e che non obbedirà, a costo di farsi arrestare.
“Non ha importanza – replica Cicchetti – non è che deve obbedire lui. A prescindere dal fatto che le conosceva bene, perché molte di quelle disposizioni erano state preparate già da lui, quello è un atto dovuto, che scaturisce dalle ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri che già esistono. Non è che sono norme nuove. Molte di quelle sono anche norme di buon senso, tutto sommato”.
Lo stupore del vice commissario è anche dovuto al fatto di aver incontrato Cialente poco prima che esternasse così violentemente.
“L’ultima volta che l’ho visto? Stamattina! – spiega, incredulo – Quello che devo dire lo dico senza problemi: era un atto che bisognava fare, ci sono questioni anche di responsabilità che gli uffici devono prendere. Sono indicazioni che si danno, è chiaro che poi vanno applicate con buon senso, gradualità, e senza creare problemi a nessuno, possibilmente, però anche nel rispetto delle norme. Norme già date. Questi sono solo chiarimenti in modo che tutti sappiano come comportarsi”.
Con la consueta calma il vice commissario respinge l’idea di una “guerra” tra Comune e Struttura per la gestione dell’emergenza, che avrebbe conseguenze nefaste sulla ricostruzione. Un conflitto che con l’attacco frontale di oggi lo stesso Cialente è parso voler scatenare.
“Non capisco quale guerra – nega Cicchetti – Io non faccio il politico, devo svolgere una funzione di governo, perché i commissari questo fanno: fanno rispettare le normative esistenti. E io questo faccio. Dopodiché se qualcuno non le vuole attuare, non è un problema mio”.
Quanto alla metafora usata dal sindaco, quella della Sge come “una nave senza nocchiero”, Cicchetti taglia corto. “Non lo so come l’ha lasciata lui – conclude – abbiamo nominato un coordinatore e c’è il vice commissario. Non voglio fare polemiche: ogni volta estremizzare queste cose non fa bene a nessuno. Certamente non alla città”.
COSA HA DETTO CIALENTE: ”NON CONOSCEVO LE DIRETTIVE E NON LE APPLICHERO’, MI ARRESTINO PURE”
L’AQUILA – “Non intendo più applicare ordinanze non concordate. Mi arrestino pure, ma io devo tutelare i miei cittadini”.
Con questa dichiarazione di guerra, pronunciata prima della cerimonia di restituzione alla città della fontana delle 99 Cannelle dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo mesi di malumori, critiche, dispetti, dimissioni e polemiche, è esploso apertamente il conflitto tra il Comune dell’Aquila e la Struttura di gestione dell’emergenza (Sge).
Una paralisi istituzionale che può diventare gravissima e bloccare letteralmente la ricostruzione del capoluogo, se la situazione non sarà subito pacificata.
A scatenare lo scontro, le direttive di ieri con cui Antonio Cicchetti, successore di Cialente come vice commissario (nomina che ha provocato le polemiche dimissioni del sindaco da braccio destro di Gianni Chiodi), ha fissato criteri più selettivi per assegnazioni e trasferimenti degli alloggi C.a.s.e, Map e fondo immobiliare, specificando anche che chi si assenterà più di tre mesi perderà l’alloggio.
Una direttiva di cui Cialente oggi ha asserito di non sapere nulla, e alla quale non obbedirà, come detto a chiare note. “È un’ordinanza non concordata – ha ringhiato – mi è piovuta addosso. Non voglio più applicare ordinanze non concordate”.
Solito siluro anche contro la Sge: “Ormai la situazione è quella di una nave senza nocchiero nella bufera”, ha sbottato Cialente.
E siamo solo all’inizio.
PEZZOPANE: ”DIRETTIVE DI CICCHETTI SONO DA SCERIFFO”
L’AQUILA – Non risolve i problemi, aggrava i disagi e rischia di sbattere per strada alla vigilia di Natale intere famiglie la nuova direttiva del vice commissario Antonio Cicchetti sulla gestione degli alloggi C.a.s.e., Map e fondo immobiliare, nonché sull’utilizzo delle altre forme assistenziali quali alberghi, contributo di autonoma sistemazione e affitti concordati.
È questa la posizione dell’assessore alle Politiche abitative e sociali del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane.
“Se doveva essere questo il documento per far riavvicinare i nostri concittadini – ha detto in una nota – l’obiettivo è stato clamorosamente fallito. Non è con azioni da sceriffo, perché a questo assomigliano le disposizioni contenute nella direttiva pubblicata ieri, che si incentiva la gente a tornare all’Aquila”.
Gli uffici delle Politiche sociali del Comune sono stati presi d’assalto, stamani, da tantissime persone “che si sono lamentate per gli effetti devastanti di questo provvedimento – ha affermato ancora l’assessore – un numero elevatissimo di aquilani, al limite della disperazione, è venuto da me stamani, tanto è vero che non mi è stato possibile partecipare all’inaugurazione del restauro della Fontana delle 99 Cannelle”.
VERINI (FLI): ”PROVVEDIMENTI CONTRO GLI AQUILANI”
L’AQUILA – “Insoddisfazione e meraviglia” per il contenuto delle direttive del vice commissario Antonio Cicchetti. Le esprime in una nota il consigliere comunale finiano Enrico Verini, che reputa i provvedimenti “assolutamente contro la popolazione aquilana, a cui si impongono restrizioni e divieti e non si offre alcuna soluzione”.
Facendo un esempio, Verini spiega che “se un nucleo familiare di quattro persone ne ha tre in albergo e uno in contributo di autonoma sistemazione, dal 29 di questo mese i tre dell’albergo perderanno tale ricovero e saranno d’ufficio ammessi a percepire il C.a.s.! La domanda è, dove andranno a dormire queste persone, caro Cicchetti? Le ospiterà lei nell’elegante resort del campo da golf aquilano? Perché è chiaro che alloggi che contengano le persone attualmente negli alberghi della costa, non ve ne sono in città e se ci sono, hanno prezzi proibitivi”.
“È il metodo che non va – aggiunge il consigliere di Futuro e libertà – Si scrivono ordinanze sempre sbagliate, da correggere, e si perdono mesi alla rincorsa dei correttivi necessari, con dispendio di energie, tempo, disagi; questo avviene perché chi le scrive, lo fa in una splendida solitudine, spesso ovattata, in cui non ci si rende conto della reale situazione di tutti gli altri; Bisogna cambiare registro e alla svelta!”.
“Ho proposto al presidente della V commissione, Enzo Lombardi – conclude – di convocare immediatamente Cicchetti per correggere l’ordinanza e stabilire con lui un periodico confronto”. (alb.or.)
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