CHIETI – Armati di domande e pretese, i ragazzi di cinque scuole superiori di Chieti espongono in un documento riassuntivo le diverse problematiche che affliggono i loro istituti: un testo rivolto direttamente al Presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, che fin qui a loro dire non hai mai dato ascolto al “grido” dei giovani.
È Davide Di Silvestre, rappresentante di istituto del liceo Classico “Vico”, a spiegare ad AbruzzoWeb il senso del documento.
“Le nostre scuole ci cadono sulla testa, questo non può essere più tollerato – è il suo allarme – Gli studenti della nostra città sono scesi in piazza il 15 novembre per manifestare contro una legge di stabilità iniqua, che poco si concentra su giovani, scuola e cultura, che costituiscono le basi del nostro futuro. Innegabile è tuttavia lo stanziamento da parte del governo di 300 milioni di euro per l’edilizia scolastica. Le esigenze dei vari corpi studenteschi e l’approvazione del decreto del fare ci ha irrimediabilmente costretto a porci alcune domande”.
Di qui il documento, firmato dai rappresentanti degli istituti Vico, Masci, Gonzaga, Galiani-de Sterlich, di Savoia: è l’ennesima richiesta agli enti di prendere in considerazione le situazioni dei più giovani, spesso ignorati e sottovalutati.
“L’amministrazione provinciale è a conoscenza delle palestre chiuse in caso di pioggia, delle aule allagate in caso di maltempo, del malfunzionamento dei sistemi di riscaldamento e di tutti i problemi che attanagliano i diversi istituti della città di Chieti?”, la prima domanda, ma l’interrogatorio prosegue: “È possibile che, nonostante le leggi dello Stato prevedano il diritto all’assemblea d’istituto, per esercitare quest’ultimo gli studenti debbano tassarsi o disturbare lo svolgimento di attività didattiche in altri istituti, senza poter usufruire gratuitamente degli edifici pubblici sparsi per la città?”.
È stata, forse, la “pioggia” della scorsa settimana a far traboccare il vaso, oltre a rendere scivolosi i pavimenti di alcuni istituti. “Siamo stanchi di pensare la politica come un’entità astratta e lontana, ci aspettiamo risposte concrete – sbottano i ragazzi – ben consapevoli che la scuola è di tutti, degna di rispetto edattenzione da parte degli studenti, che la devono far fiorire, come da parte delle istituzioni che la devono costruire e preservare.”, così concludono l’annuncio delle proprie difficoltà.”
Gli studenti vogliono ricostruire un tetto sicuro per la loro cultura. E in attesa della riposta del presidente della Provincia, gli istituti in diverse assemblee prevedono e organizzano probabili forme di proteste, perché hanno deciso di non fermarsi qui.



