PESCARA – “Quando dice che bisogna vergognarsi, Chiodi deve rivolgersi ai suoi” e se si lamenta lo fa solo “per scrollarsi di dosso le sue responsabilità”, ma è chiaro che “il commissario della sanità non è all’altezza del mandato”.
Queste le accuse lanciate dal gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, in particolare dal capogruppo, Camillo D’Alessandro, in risposta al presidente della Regione sul nuovo buco sulla sanità di 360 milioni di euro.
Guardando al passato, D’Alessandro ha fatto notare che “si concentra l’attenzione sui 360 milioni di euro, ma dal 2000 al 2005 l’Abruzzo è stato depredato, sul fronte del debito del servizio sanitario, e si è passati da 173 milioni a 2 miliardi 655 milioni di euro, e allora il governatore era Giovanni Pace. Poi, dal 2007, per effetto delle politiche del centrosinistra, il debito è cominciato a diminuire, e si è arrivati nel 2009 a 2 miliardi 250 milioni di euro”.
“Per quanto riguarda invece il disavanzo del servizio sanitario, cioè i debiti delle Asl – ha aggiunto – si è passati da 469 miliomi del 2005 a 43 milioni del 2009, ma nel 2010 questo dato è di nuovo aumentato, fino a 69 milioni di euro circa”.
Passando alle proposte, il Pd ha spiegato che ci sono state città come Catania, Palermo e Roma che hanno ottenuto prestiti straordinari trentennali dallo Stato, per cui Chiodi “potrebbe chiedere allo Stato 300 milioni, e non 200 come dice lui”.
Il Pd respinge l’ipotesi “di una ulteriore tassazione e della cancellazione dei diritti alla salute e ai servizi sociali” e chiede di “evitare che vengano toccati i fondi Fas”.
Secondo i democrat, invece, bisogna generare risorse per esempio “promuovendo le riforme di trasporti, Ater, società ed enti collegati, consorzi industriali, che generano economia aggiuntiva”.
D’Alessandro ha anche sollecitato “la vendita di beni immobili per 101 milioni di euro, a suo tempo individuati da Giovanni D’Amico, anche se vendere gli immobili significa dire no all’aspettativa di qualche compratore”.
Altre risorse potrebbero essere generate “dalle energie alternative e dalle royalty della società autostradale da far tornare, in parte, in Abruzzo”, concludono quelli del Pd.
GIULIANTE (PDL): ”CHIODI NON PAGHI LE COLPE DEL PARTITO DELLA SPESA”
L’AQUILA – “Ciò che sta accadendo ha dell’inverosimile. Da più parti e con diverse argomentazioni si sta chiedendo che Chiodi paghi per conto terzi”.
Lo afferma il capogruppo del Popolo della libertà in Consiglio regionale, Gianfranco Giuliante, che in una nota difende l’operato di Gianni Chiodi.
“Da tutti – spiega – è stato riconosciuto che i nodi che stanno venendo al pettine sono frutto di scelte scellerate che un ‘partito della spesa’ trasversale e onnivoro ha compiuto negli anni passati, cionondimeno oggetto di critica sono i modi e i tempi in cui si è ‘scoperta la rapina’”.
“Questo approccio – aggiunge – la dice lunga perché sottolinea la scelta di mettere a reddito l’occasione politica, peraltro falsa, anziché cercare soluzioni possibili in una situazione di decozione complessiva dell’Abruzzo nel suo insieme”.
“Il presidente Chiodi – sostiene Giuliante – ha chiaramente e ripetutamente sottolineato che il sistema Abruzzo, proprio per le motivazioni espresse da imprenditori e sindacati, non reggerà a un’ulteriore tassazione e per questo sta cercando di fare il possibile perché ciò non avvenga”.
“Come è a tutti noto – sottolinea il capogruppo Pdl – la tassazione diverrebbe obbligatoria se non si riuscisse a chiudere la partita del deficit sanitario. La coperta è corta e ci sono regole da rispettare. Il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, ha ipotizzato in Regione un partito trasversale della responsabilità civica, che è il richiamo all’orgoglio della classe politica abruzzese a scegliere di misurarsi con le soluzioni possibili nell’emergenza del momento”.
“Tale richiamo – ricorda – fa il paio sia con disponibilità in passato espresse da Costantini dell’Italia dei valori, sia da prospettive strategiche sottolineate da Camillo D’Alessandro del Partito democratico”.
Secondo Giuliante, “questi richiami al buon senso politico vogliono, debbono e possono essere considerati come una scelta che la politica fa per tornare a essere se stessa”.
“Si salga in politica con determinazione ferma e lucida – conclude – poiché in politica sono già scesi in tanti. E le conseguenze sono evidenti”.
COSTANTINI (IDV): ”AFFERMAZIONI DI GIULIANTE INVEROSIMILI”
PESCARA – Il capogruppo regionale dell’Idv, Carlo Costantini, definisce “inverosimili” le affermazioni del capogruppo regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante, che “si rammarica del fatto che oggetto di critica sono i modi e i tempi in cui si è scoperta la rapina ai danni della sanità abruzzese, piuttosto che i nodi che stanno venendo al pettine e considera inverosimile quello che sta avvenendo”.
“Dal mio punto di vista – sostiene Costantini – di inverosimile c’è solo il pettine che utilizzano Chiodi e il PdL sulla sanità in Abruzzo; un pettine pieno di buchi nel quale periodicamente, con una singolare cadenza a ‘orologeria’, rimane impigliato un nodo alla volta. Quanto poi al richiamo all’orgoglio e alla responsabilità della classe politica abruzzese, tutto dipende dal tipo di partita alla quale saremmo chiamati a partecipare”.
“Se – prosegue Costantini – continuerà a essere una partita a carte coperte o truccate, con tutti gli esiti già decisi a tavolino al Ministero della Salute o negli uffici di Chiodi, nessuno potrà chiederci ragionevolmente di prendervi parte e di assumerne la responsabilità. Se, invece, Chiodi dovesse concretamente dimostrare la volontà di scoprire preventivamente tutte le carte l’Italia dei Valori saprà di certo, come già avvenuto anche nel corso di questa legislatura, assumersi le proprie responsabilità”.






