L’AQUILA – Buone notizie per il tanto atteso palazzetto dello sport donato in parte all’Aquila dal governo giapponese, di cui si parla da oltre 4 anni, ma non ancora realizzato, che nascerà vicino agli impianti sportivi di Centi Colella, nella zona Ovest della città.
A novembre, infatti, saranno finalmente appaltati i lavori della struttura, a lungo rimandati dopo lo stanziamento nel febbraio 2011 di 5,7 milioni di euro da parte dei nipponici, comunque non sufficienti per coprire l’intero importo dei lavori che ammonta a circa 9,9 milioni di euro totali.
“Dell’intera donazione giapponese, 2,1 milioni sono stati utilizzati per la progettazione a opera del grande architetto giapponese Shigeru Iwakiri, mentre i restanti 3,6 verranno impiegati per l’effettiva esecuzione dei lavori”, spiega ad AbruzzoWeb l’assessore comunale allo Sport Emanuela Iorio.
I fondi provenienti da Tokyo serviranno per la realizzazione del primo lotto funzionale. La seconda fase dei lavori, invece, sarà a carico del Comune dell’Aquila che si occuperà delle finiture, degli impianti e di tutte le sistemazioni esterne, “grazie a 2,2 milioni proveniente da fondi Cipe e altri 2 milioni dalla legge 41”, specifica la Iorio.
“Venti giorni fa c’è stato un briefing con il referente del ministro degli Esteri giapponese. È tutto pronto per l’inizio dei lavori a novembre – prosegue l’assessore – Avrà una duplice funzione di palazzetto e area di accoglienza per la popolazione in caso di scosse di terremoto”.
Depositato presso il Comune dell’Aquila il 30 luglio 2011, il progetto prevede una struttura dalla capienza di oltre 1.400 posti e dell’altezza di 16 metri su un’area di circa 5 mila metri quadrati che ospiterà manifestazioni sportive, di proprietà dell’amministrazione che quindi ha speso 0 per il terreno.
Nel corso di questi anni sono stati sollevati molti dubbi sulla zona prescelta, un’area a rischio idrogeologico e molto ravvicinata all’intersezione tra i fiumi Aterno e Raio. Un’area che rischia l’alluvione, come confermano gli stessi tecnici comunali. Nonostante questa infelice caratteristica, tuttavia, il progetto è stato confermato.
“È vero, quella è una zona esondabile, però è sufficientemente distante dal fiume – assicura Mario Di Gregorio, ingegnere comunale dirigente del settore Ricostruzione pubblica dell’ente – Le norme tecniche prevedono una sopraelevazione di un metro e mezzo, rispetto al livello attuale del suolo ai fini della difesa dall’acqua ed è quello che faremo”.



