L’AQUILA – “Un ragazzo dal cuore di cioccolato”. Così Liliana, madre di Giovanni Falancia, ha definito suo figlio, il 23enne morto nella notte tra martedì e mercoledì dopo uno spaventoso incidente stradale.
A riferire le parole della madre, un commosso Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare dell’Aquila, durante l’omelia dei funerali del giovane, che si sono svolti stamattina nella gremita chiesa di San Pietro Apostolo a Preturo, paese dove il giovane viveva con sua madre e suo padre Gino e due fratelli, Andrea e Francesco.
“Quello che oggi non c’è più – ha ricordato il vescovo alla folla di parenti e amici – è solo il corpo di Giovanni. Il suo spirito rimarrà per sempre tra i suoi cari”.
Un pensiero speciale D’Ercole l’ha rivolto al fratellino di Giovanni, il piccolo Francesco, di soli 10 anni. “Devi pensare – ha detto – che tuo fratello è ancora qui con te, solo che ora è invisibile”.
Durante la celebrazione, tanti amici sono rimasti fuori dalla chiesa, troppo piccola per contenere tutti coloro che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Giovanni.
“Era un ragazzo dal cuore d’oro”. Solo questo riesce a dire Francesca, sua compagna delle elementari, prima di chiudersi nel silenzio.
Non vogliono parlare gli amici di Giovanni, preferiscono restare zitti a metabolizzare la tragica perdita.
Parlare a volte è difficile quando si è sopraffatti dal dolore, mentre è più facile lasciare un pensiero scritto. Così si spiega l’ondata di messaggi lasciati sul profilo Facebook di Giovanni. C’è Carol che non si rassegna alla perdita e scrive: “Amore mio….ti sto aspettando,dove sei? Dai su muoviti ad arrivare che mi manchi tantissimo”. Poi c’è Roberta, che ricorda come Giovanni la chiamasse “Puffetta”, che dice all’amico: “una persona muore veramente solo quando nessuno la ricorda, ma tutti noi ti ricorderemo. Allora si, sarà come se tu non ci avessi mai lasciato”.
Scorrendo a ritroso il profilo si legge poi l’ultima frase scritta proprio da Giovanni, solo due giorni prima di quella tragica notte in cui ha perso la vita, e che con il senno di poi suona un po’ profetica: “Non piangere per me, non ti azzardare!”.
Sono in tanti invece che oggi piangono la sua prematura morte, dalle cause per alcuni versi ancora oscure. “Forse un colpo di sonno”, ipotizza qualcuno fra gli amici, cercando una ragione per cui la Peugeot 206 di Giovanni alle 2.20 di martedì notte, percorrendo via Aldo Moro, abbia sbandato andandosi a schiantare contro un palo che, a causa del forte impatto si è spezzato.
Dopo la cerimonia il corpo del ragazzo è stato tumulato nel cimitero di Preturo. (e.m)
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