L’AQUILA – Pier Luigi Bersani al 46 per cento, Matteo Renzi al 33: questi i dati abruzzesi per i due più votati alle primarie del centrosinistra, finite 44-36 in campo nazionale.

Saranno il segretario del partito e il sindaco di Firenze a contendersi la leadership della coalizione alle elezioni del 2013 nel secondo turno delle primarie.

Circa 65 mila i votanti in un Abruzzo che si scopre molto bersaniano, quasi due punti in più della media nazionale (è intorno al 46 per cento), e molto poco renziano, poco meno di quattro punti sotto il risultato complessivo.

Bene Nichi Vendola al 18 per cento, tre punti in più della media italiana, si equivalgono sostanzialmente gli altri due candidati, Laura Puppato e Bruno Tabacci.

La sorpresa è Teramo, dove il segretario in carica vince Bersani vince su Renzi con uno scarto di soli due punti. Dopo i primi dati ufficiali sembrava addirittura che il sindaco di Firenze fosse il vincitore del primo turno delle primarie, poi è avvenuto il sorpasso.

La città più bersaniana, infine, è Pescara: il segretario del partito sfiora il 50 per cento dei consensi.

I DATI DEFINITIVI

Sono 64.500 gli abruzzesi che ieri sono andati a votare per le Primarie del centrosinistra.

Il 46% (28.374 preferenze) ha votato per Bersani, il 33% (21.143) per Renzi, il 19% (11.740) per Vendola, l’1,5% (962) per Tabacci e l’1,5% (961) per Puppato.

Lo ha reso noto il Comitato regionale per le primarie.

Poco più di un migliaio le schede nulle, per un totale di voti validi pari a 63.180.

Nel Teramano i votanti sono stati 17.741: il 41,1% dei cittadini ha scelto Bersani, il 39,4% Renzi, il 16,4% Vendola, l’1,9% Puppato e l’1,3% Tabacci.

In provincia di Chieti si contano 17.059 voti validi: Bersani ha ottenuto il 47,2%, Renzi il 31,2%, Vendola il 19,1% Puppato l’1,3% e Tabacci l’1,2%.

Nel Pescarese i voti validi sono 14.366, il 46,1% dei quali è andato a Bersani, il 32,1% a Renzi, il 19,9 a Vendola, l’1,4% a Puppato e lo 0,4% a Tabacci.

In provincia dell’Aquila, infine, si registrano 14.014 voti validi: Bersani ha ottenuto il 45,6% delle preferenze, Renzi il 30,5%, Vendola il 19%, Tabacci il 3,6% e Puppato l’1,3%.

LE REAZIONI


LEGNINI: ”ABBIAMO RIDATO FIDUCIA ALLA GENTE”

“La scommessa era il recupero di fiducia nella politica attraverso una larga e serena partecipazione, ponendo il Pd ed il centrosinistra alla testa della sfida del governo del cambiamento: la scommessa è stata vinta e non era scontato che ciò accadesse”.

Lo afferma il senatore abruzzese del Partito democratico Giovanni Legnini esprimendo “grande soddisfazione” per le primarie.

“Il risultato del primo turno è molto positivo – sottolinea Legnini – con 10 punti di vantaggio a livello nazionale, e ben 12 in Abruzzo, per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Mi sento di ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per la buona riuscita di questo straordinario evento di partecipazione: il Pd e il centrosinistra hanno dimostrato una capacità di passione, generosità e organizzazione che sono un bene prezioso per la democrazia”.

“Ora inizia il lavoro per il ballottaggio, e serve l’impegno di tutti – aggiunge Legnini – per attribuire a Bersani un forte mandato a rappresentarci quale candidato alla guida del prossimo governo, quello della ricostruzione dell’Italia”.

Quanto al fatto che il consenso di Matteo Renzi sia stato elevato, nonostante in Abruzzo l'”apparato” di partito era quasi interamente schierato con Bersani, Legnini fa rilevare che “chi sta su posizioni ‘contro’, come Renzi, è avvantaggiato, comunque è stata una competizione vera e il dato di Bersani è molto positivo”.

PAOLUCCI (PD), MELILLA (SEL) E CARUGNO (PSI): ”FESTA DI DEMOCRAZIA”

L’elevata affluenza e le lunghe code di cittadini in fila per votare dimostrano che quella di ieri è stata una “festa della democrazia”, un “segnale entusiasmante” e che le primarie sono state una “risposta della buona politica all’antipolitica e all’astensionismo”.

Così i segretari regionali di Pd, Sel e Psi, Silvio Paolucci, Gianni Melilla e Massimo Carugno, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, commentano i dati sulle consultazioni pre elettorali di ieri.

“I risultati – afferma Paolucci – ci soddisfano molto. All’antipolitica e all’astensionismo i cittadini hanno risposto aumentando la partecipazione di quasi il 10% rispetto alle precedenti primarie. Questi numeri dimostrano come le primarie, introdotte dal Pd, siano uno strumento valido ed efficace”.

“Questa partecipazione è un tesoro da salvaguardare e da gestire molto bene – ha aggiunto – Come segretario del Pd i risultati mi soddisfano ancora di più perché al ballottaggio vanno due candidati del nostro partito”.

“Ieri – osserva Melilla – è stata una festa della democrazia. Il centrosinistra ha ritrovato il suo popolo e non deve abbandonarlo. L’elevata affluenza è stata una risposta all’ostilità verso quella politica che ha dipinto in maniera oscena i partiti negli ultimi mesi a causa di coloro che hanno macchiato la politica stessa con le loro deviazion penali e politiche”.

“Al di là dei risultati – aggiunge il coordinatore regionale di Sel – quello che più mi incoraggia è aver visto file di persone per votare: dietro c’é una richiesta urgente di cambiamento e noi dobbiamo ascoltare questa speranza di rinnovamento della politica. Nei prossimi giorni vedremo chi sostenere, ma Sel appoggerà lealmente chi vincerà il ballottaggio”.

Secondo Carugno, “le file di abruzzesi e di italiani sono state un segnale entusiasmante. Evidentemente – sottolinea – il centrosinistra ha dato un segnale forte circa la capacità di riuscire a riempire quei vuoti che la politica aveva lasciato. Un segnale forte per il Paese, per i nostri avversari e per tutto l’Abruzzo”.

“La coalizione è composta da tre forze che fanno riferimento al Partito socialista europeo e non possiamo far finta che l’Europa non esista. Il Psi – conclude Carugno – è assolutamente soddisfatto del risultato di Bersani”.

DI BENEDETTO: ”DA ELETTORI SEGNALE DI DISCONTINUITÀ”

“È stato un grande risultato, che ha dato un netto segnale di discontinuità”.

Non nasconde la soddisfazione per i voti incassati da Matteo Renzi nell’Aquilano il presidente dell’assemblea provinciale del Partito democratico, Americo Di Benedetto, uno dei più convinti sostenitori del sindaco di Firenze.

Una scelta in controtendenza rispetto ai vertici del partito, compattamente schierato con Pier Luigi Bersani.

“Ho fatto una scelta libera ed entusiasmante – spiega Di Benedetto – che ha premiato quanti vogliono interpretare il rinnovamento, soprattutto nei modi, nella gestione del Pd”.

“Con il voto di ieri – aggiunge – si dimostra che vincono gli elettori e non gli eletti, l’apparato del Pd, tutto con Bersani, sicuramente ottiene molto meno di quanto si aspettava: questo è il bello della democrazia”.

“È un segnale in alternativa alla classe dirigente locale – prosegue Di Benedetto – e chi fa affermazioni del tipo ‘Renzi è stato votato dal popolo di centrodestra’ dice un’inesattezza che mi amareggia”.

“Alla fine è sempre la gente che decide – conclude – e questo i partiti dovrebbero metterselo in testa, se Pd, ma anche il Pdl, non selezioneranno i propri uomini secondo merito e qualità saranno costretti a subire il voto di protesta”. (pi.bi.)

”PRIMARIE ANCHE PER LE REGIONALI”

“Le primarie restano lo strumento che noi vorremmo privilegiare anche per le elezioni regionali”, ha poi svelato Paolucci.

“Noi dobbiamo costruire una coalizione, un progetto e una carta di intenti – ha sottolineato – Attorno a quel tavolo, chiaramente, inseriremo la discussione sulla candidatura per la presidenza della Regione e ci arriveremo con la proposta delle primarie”.

“Auspichiamo che si scelga lo strumento delle primarie anche per individuare il candidato alla presidenza della Giunta regionale – gli ha fatto eco Melilla – che io mi auguro sia di questa coalizione”.

Secondo Carugno, infine, dopo i risultati delle primarie del centrosinistra, “il nocciolo che si presenta alle elezioni politiche di marzo potrebbe essere lo stesso che si presenterà alle Regionali”.

PESCARA: BERSANI E VENDOLA ALLA GRANDE

Oltre 6.000 persone hanno espresso il loro voto a Pescara per scegliere il candidato premier del centrosinistra attraverso il meccanismo delle primarie.

Il picco dell’affluenza si è avuta all’ora di pranzo e nel primo pomeriggio, quando si sono formate file ai seggi, “in controtendenza con le altre votazioni – dice ad AbruzzoWeb il segretario cittadino del Partito democratico Stefano Casciano – quando a votare si arrivava soprattutto nel tardo pomeriggio”.

Il segretario cittadino, sostenitore di Pier Luigi Bersani, si dice soddisfatto sia per la partecipazione, “abbiamo superato, anche se solo di poco, i risultati delle ultime competizioni cittadine”, che per il buon risultato ottenuto dal segretario nazionale del Pd, superiore alla media nazionale, che a Pescara è al 46,46 per cento dei voti, avendo riportato 2.540 preferenze.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi si ferma invece al 27,82 per cento, al di sotto della media nazionale, con 1.521 preferenze.

Buon risultato invece per il segretario nazionale di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola che a Pescara raggiunge il 23,49 per cento, con 1.284 voti.

Il capogruppo Pd al Consiglio regionale del Veneto Laura Puppato è all’1,77 per cento, con 97 voti. Bruno Tabacci, infine, è allo 0,46 per cento, con soli 25 voti. Arianna Iannotti

CHIETI: BERSANI E RENZI RALLENTANO, VENDOLA SPRINTA

Sono stati 1982 i partecipanti alle primarie del centrosinistra che hanno espresso il loro voto nei quattro seggi di Chieti.

Il segretario nazionale del Partito democratico Pierluigi Bersani supera il 41 per cento dei consensi, il sindaco di Firenze Matteo Renzi lo segue a oltre il 30 per cento, il segretario di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola si attesta a oltre il 23 per cento, Bruno Tabacci è al 3 per cento e Laura Puppato a più dell’un per cento.

“Anche a Chieti – ha detto ad AbruzzoWeb il segretario cittadino del Pd Enrico Iacobitti, sostenitore di Bersani – abbiamo avuto uno straordinario risultato di partecipazione che va oltre quello delle ultime primarie cittadine del Pd dove ci eravamo fermati a circa 1.700 voti”.

“È stata una autentica prova di democrazia – ha detto ancora il segretario – e il Pd teatino ha dato prova di aver saputo organizzare l’evento. Tutto si è svolto senza problemi in ognuno dei quattro seggi cittadini. Ringrazio per questo sia i militanti che quanti hanno deciso di venire a votare”.

“Per quanto riguarda il risultato – ha concluso il segretario – siamo certamente in linea con i dati nazionali, anche se c’è da sottolineare una più forte affermazione di Vendola a scapito sia di Bersani che di Renzi”.

“Siamo molto contenti per come sono andate queste primarie – ha detto il responsabile regionale dei Giovani democratici, un renziano della prima ora, Alessandro Marzoli – in una regione dove i parlamentari, il segretario regionale del partito, il gruppo consiliare regionale e i sindaci dei centri più grandi erano tutti bersaniani, il risultato di Renzi ci conforta e ci dà atto del buon lavoro fatto sul territorio”.

“Siamo molto contenti anche del risultato ottenuto in provincia da Renzi – ha concluso Marzoli – ci sono stati centri dove abbiamo vinto, come ad Atessa, San Salvo, Lama e Paglieta. Molto buono anche il risultato di Francavilla dove siamo dietro Bersani solo per pochi voti”.

I VOTI NEI QUATTRO SEGGI

Seggio 1: Bersani 289 – Renzi 180 – Vendola 140 – Puppato 14 – Tabacci 9

Seggio 2: Bersani 203 – Renzi 163 – Vendola 144 – Puppato 11 – Tabacci 8 – nulle 2

Seggio 3: Bersani 146 – Renzi 109 – Vendola 99 – Tabacci 17 – Puppato 4

Seggio 4: Bersani 179 – Renzi 144 – Vendola 88 – Tabacci 28 – Puppato 5

TERAMO: IN PROVINCIA TESTA A TESTA BERSANI RENZI

In provincia di Teramo sono stati complessivamente 17.730 i votanti.

Vittoria al segretario Pd Pier Luigi Bersani, al 41,2 per cento seguito dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha raggiuntoil 39 per cento.

Più distaccato il leader di Sel, Nichi Vendola, fermatosi al 16,8 per cento.

1,8 per Laura Puppato e 1,08 per Bruno Tabacci.

Questi i risultati nella città di Teramo:  37,4 Bersani, 36,6 Renzi, 23 per cento Vendola, Puppato 2,1, Tabacci 0,9.

L’AQUILA: BERSANI AL 39%, RENZI AL 30%

Nel capoluogo Bersani ottiene 1298 voti, pari al 39,06 per cento mentre sono 1000 le preferenze accordate a Renzi che si ferma al 30,1 per cento.

742 le persone che hanno votato Vendola, con una percentuale del 22,32 per cento. 7,04 per cento, per un totale di 234 voti, per Tabacci.

Chiude Puppato con 49 voti pari all’1,47 per  cento.

I voti validi sull’Aquila città sono stati 3323

Nel territorio provinciale il dato complessivo è il seguente: 45.79 bersani, renzi 30,14, vendola 19.02, tabacci 3,65, puppato 1,3.

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