L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo una nota delle infermiere di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Il personale prende posizione sulla notizia riportata qualche giorno fa da AbruzzoWeb di una serie di richieste di trasferimento ad altri reparti recapitate in massa all’ufficio del direttore generale della Asl numero 1, Giancarlo Silveri.

A causare un’ondata simile di malcontento è stato il sovraccarico di lavoro: turni lunghissimi e massacranti per correre dietro ai tagli del settore.

Interpellato da questo giornale, il manager ha minimizzato: le problematiche sono tante e anche più pesanti di questa.

Ora anche le infermiere dicono la loro.

LA NOTA INTEGRALE

Le infermiere professionali del reparto diretto dal prof. Gaspare Carta intendono precisare su quanto avvenuto e pubblicato dalla vs redazione!

La richiesta di trasferimento voleva essere provocatoria nei confronti di una direzione che non provvede a reintegrare la pianta organica del personale infermieristico (le degenze sono in continuo aumento, il personale è oberato di lavoro e di funzioni non proprie) e non nei confronti del primario (anche a fronte dei vari incontri con le sottoscritte, dove lo stesso si è impegnato a migliorare insieme e l’organico e l’organizzazione del reparto).

Sono intervenute persone che non sono affatto a conoscenza di quanto avviene nella u.o. e che tra l’altro non ci rappresentano.

Il presente comunicato a chiarimento su quanto scritto finora, con cortese preghiera di pubblicazione in quanto il personale infermieristico tutto della ginecologia intende costruire e rafforzare quanto di buono fatto, e non demolire.

Grazie le infermiere della Ginecologia ospedale San Salvatore

Fin qui la nota che chiama in causa tanto la notizia in sé quanto il modo in cui AbruzzoWeb l’ha riportata.

E su questo alcune precisazioni sono doverose.

Innanzitutto questo giornale non ha mai scritto che la ‘mossa’ delle infermiere fosse diretta contro il primario del reparto, il professor Carta.

Men che meno, nello scrivere che nessuno degli infermieri della struttura sanitaria fosse disposto a lavorare nel reparto di Ginecologia, si voleva intendere che tale rifiuto fosse da imputarsi a una qualche responsabilità del primario.

Riprova di ciò è il fatto che nei giorni successivi è stato interpellato Silveri, proprio perché era l’evidente destinatario delle richieste di trasferimento, provocatorie o meno che fossero.

Nessuno ha quindi mai messo in dubbio la “stima e la fiducia” che nella nota le infermiere dicono di riporre nel loro primario.

C’è poi il passaggio della nota in cui si parla di “persone che non sono affatto a conoscenza di quanto avviene nella U.O. e che tra l’altro non ci rappresentano”.

Questo punto è stato in seguito prescisato meglio dalle stesse infermiere, tramite il rappresentante sindacale Orazio Soccorsi di Cisl Funzione pubblica.

Il personale ha spiegato di “riferirsi all’intervento del responsabile della Cisl dell’Aquila Gianfranco Giorgi“, a detta loro “del tutto estraneo alla questione”.

Nonostante questi chiarimenti, la nota continua ad apparire, tuttavia, stonata.

Questo giornale ha appreso una notizia e l’ha pubblicata, dando quindi più risonanza all’azione provocatoria intrapresa contro i vertici ospedalieri.

Le parole in difesa del primario, mai chiamato in causa da AbruzzoWeb su questa vicenda, non hanno motivo di esistere e appaiono come una ‘excusatio non petita’.

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende. Non sarà stato lo stesso professore a ispirare la risposta a un articolo che, però, parlava di tutt’altro? (e.m.)