L’AQUILA, 1° GIUGNO – “Il clima è quello di fare i processi”. È il commento del procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, sull’andamento dell’udienza preliminare per il crollo della casa dello studente, dove il 6 aprile 2009 ci sono stati otto morti, che si è svolta il 28 maggio scorso, rinviata al 12 giugno, dopo che il Gup ha comunque avviato l’iter.

Sull’udienza, unitamente a quella per il crollo del convitto nazionale, quest’ultima rinviata al 7, pesa sempre l’istanza di rimessione presentata da due degli 11 indagati (accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni) i quali hanno chiesto alla Corte di Cassazione il trasferimento del processo al tribunale di Campobasso perché all’Aquila non ci sarebbero le condizioni per un procedimento sereno.

Questo assieme a uno dei due indagati per il crollo del convitto nazionale (ipotesi di reato di accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni), dove ci sono stati tre morti. “Certo – ha continuato Rossini – c’è sempre istanza di rimessione, ma attendiamo con serenità il pronunciamento della Suprema Corte”.

Intanto, giovedì 4 giugno è in programma l’udienza preliminare per il crollo della sede dalla facoltà di ingegneria dell’universita’ dell’Aquila a Roio, dove non ci sono stati morti per l’assenza di studenti, per la quale sono indagate sette persone con l’accusa di disastro colposo. In origine la procura ha emesso nove avvisi di garanzia: per due i Pm hanno chiesto al Gip l’archiviazione. Da quanto si è appreso, in questo caso nessuno degli indagati ha presentato istanza di rimessione alla Suprema Corte.