L’AQUILA – Ci sono altri sei indagati al momento senza nome nell’inchiesta Caligola-bis, il nuovo filone di indagine sulla società Ecosfera, già al centro degli arresti eccellenti della maxi-inchiesta Caligola.
Nell’inchiesta bis, oltre all’architetto Gaetano Fontana, attuale direttore dell’Ufficio coordinamento della ricostruzione, al suo collaboratore più vicino Enrico Nigris e all’architetto Marco D’Annuntiis di Corropoli, figurano invece i nomi di altre sei persone indagate, nomi al momento coperti da “omissis”. Lo rivela il quotidiano Il Messaggero.
I nuovi problemi per Fontana sono tutti contenuti all’interno di due pagine, quelle del rapporto di perquisizione condotto dalla squadra Mobile di Pescara (sezione criminalità). La documentazione andrebbe a esaminare i rapporti di Nigris con il gruppo Ecosfera spa di Gruttadauria: atti, contratti, documentantazione bancaria e contabile, ma soprattutto supporti informatici.
Gli investigatori della Mobile, nel corso di una perquisizione nell’abitazione romana di Fontana ma anche dei suoi uffici di palazzo Silone e della Regione Abruzzo a Roma, è soprattutto stata utile per sequestrare i file custoditi nel server e nel personal computer in dotazione alla Struttura tecnica di missione e personale di Fontana.
È stato così fissato per il 19 luglio l’avvio delle procedure di apertura e di controllo dei file, che potrebbero nascondere altre sviluppi interessanti.
All’inizio dell’anno il primo filone aveva portato l’arresto di Lamberto Quarta (braccio destro di Del Turco), di Duilio Gruttadauria, il vertice della ditta Ecosfera; tra gli indagati c’erano altri personaggi di spicco, come Giovanna Andreola (dirigente regionale), Corrado Troiano della Cyborg, Luciano D’Alfonso e il vice presidente della Regione Alfredo Castiglione.
DE SANTIS (IDV): ”STOP AI SUPERTECNICI STRAPAGATI”
“La corruzione è il vero cancro della democrazia e contribuisce ad affogare il sistema economico del Paese, ma è ancora più disgustosa e inaccettabile quando cerca di approfittare dei soldi del terremoto e di speculare in ogni fase della ricostruzione”.
Lo afferma l’assessore al Bilancio del Comune dell’Aquila Lelio De Santis (Idv), in riferimento all’inchiesta che ha portato alla perquisizione del direttore dell’Ufficio coordinamento ricostruzione, Gaetano Fontana, del suo braccio destro Enrico Nigris e del professore universitario Marco D’Annuntiis.
“Che una parte del ceto politico soffra di questo vizietto è noto – sottolinea De Santis – ma che il livello tecnico e dirigenziale, spesso favorito da gestioni commissariali, senza controllo democratico, sia ancora più predisposto al guadagno facile o soltanto più sensibile al sistema di potere è altrettanto evidente”.
“Oggi si capisce maggiormente l’ostinazione della politica anche per la vicenda del terremoto a mantenere la gestione commissariale e a nominare spesso super tecnici ai vertici di processi decisionali, come Fontana, buono per tutte le stagioni”, aggiunge l’esponente dipietrista.
“La stessa idea del ministro Barca di pensare a due tecnici per guidare gli Uffici speciali di coordinamento, al costo di 200 mila euro ciascuno – attacca De Santis – desta perplessità e non risponde a nessuna logica di efficienza e di risparmio”.
“Il passaggio a una gestione ordinaria deve avvenire a tutti i livelli senza zone d’ombra e senza super tecnici mascherati: la ricostruzione deve avvalersi delle strutture dei Comuni e delle professionalità locali, oltre che svolgersi in modo trasparente e con il controllo dei cittadini”, afferma ancora l’assessore.
“Mi sembra doveroso, in attesa dei pronunciamenti della magistratura, che Fontana e tutti gli altri indagati facciano un passo indietro, per ridare un po’ di fiducia ai cittadini, disgustati dal ripetersi di casi incresciosi di corruzione – conclude De Santis – Non guasterebbe anche una sana autocritica da parte di chi ha voluto in posti così delicati personaggi come Fontana”.






