PESCARA – La società Edison comunica, attraverso il suo ufficio stampa, di avere presentato denuncia “per diffamazione nei confronti di coloro i quali hanno danneggiato l’immagine e la reputazione della società” e aggiunge di avere “intrapreso un’azione civile richiedendo il risarcimento dei danni subiti” dopo che “nei giorni 9-10-13 dicembre scorsi è apparsa su Il fatto quotidiano una serie di articoli dal titolo e dai contenuti diffamatori nei confronti di Edison, dei propri dirigenti, dipendenti e azionisti”.
In particolare, si legge nella nota, “in tali articoli si accusa la società di aver pagato una tangente per corrompere i giudici della Corte d’Assise di Chieti impegnati a decidere sulle accuse mosse a carico di ex-dirigenti e dipendenti Ausimont che avevano operato presso il sito industriale di Bussi sul Tirino”.
La vicenda ha destato grosso scalpore, portando a un’interrogazione in Consiglio regionale del Movimento cinque stelle a firma del consigliere regionale Domenico Pettinari e il clamore è aumentato quando il ministero della Giustizia ha confermato di aver avviato nuovi accertamenti, su una presunta corruzione, che riguardano i magistrati Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli, pm nel processo per la discarica Montedison, mentre Camillo Romandini, presidente del collegio della Corte d’Assise di Chieti che ha assolto tutti gli imputati, è sotto azione disciplinare per presunto condizionamento della giuria popolare.
Edison nella sua nota comunque “smentisce categoricamente ogni implicazione negli avvenimenti riportati dagli articoli. Si tratta di illazioni gravissime e prive di qualsiasi fondamento, disconosciute, a quanto si legge negli stessi articoli – prosegue la nota – dai magistrati della procura di Pescara e da altre persone citate negli articoli stessi e, cionondimeno, riportate con enfasi diffamatoria e calunniatoria, sia nei titoli che nel contenuto”.
Edison ricorda “di aver prestato piena e ampia collaborazione in tutte le sedi per la risoluzione della vicenda – è un altro passo della nota – e ribadisce di essere da sempre sensibile e impegnata nella salvaguardia dell’ambiente e disponibile ad affrontare fatti anche molti lontani nel tempo e di cui è responsabile, esclusivamente sul piano legale, in quanto erede negli obblighi delle società via via incorporate, una volta accertate le responsabilità delle stesse e definiti i termini giuridici ed economici di tali responsabilità”, conclude.





