CHIETI – Non è finita qui. Nulla è perduto per il Chieti di Silvio Paolucci che, dopo i due schiaffi di Pagani, è costretto a vincere con due gol di scarto per centrare la Prima Divisione.

È un’impresa difficile ma non impossibile, alla portata dei neroverdi che ieri non hanno affatto demeritato e subito il gioco della Paganese ma solo mancato di cattiveria sotto porta pagando l’assenza di un centravanti d’area come Lacarra.

Lui, l’attaccante di Andria, sarà , l’arma in più per sfondare il bunker campano che ieri si è chiuso con ordine ma che domenica sarà privo di Pepe, Balzano e Agresta.

Tra sette giorni, dunque, all’”Angelini” sarà un inferno.

“Noi ci crediamo – è il grido di battaglia lanciato da Paolucci – nel calcio tutto può succedere, abbiamo ancora 90 minuti da giocare e tutte le carte in regole per salire in Prima Divisione. Certo, la Paganese partirà in vantaggio ma noi avremo il fattore campo e faremo la partita della vita”.

L’amarezza del ko resta perché la Paganese non ha creato grossi grattacapi al Chieti ma solo sfruttato al meglio gli episodi facendo valere tutta la sua esperienza.

“Si, siamo stati condannati dagli episodi perché noi abbiamo fatto la partita e loro hanno pensato solo a difendersi, chiudendoci bene tutti gli spazi. L’errore di Feola? Un’ingenuità ma può succedere”.

Il portiere neroverde è tornato negli spogliatoi sconsolato ma sono cose che possono capitare in una partita tesa e in un catino come quello del “Marcello Torre”.

Feola & co. devono credere nell’impresa: la resa non è ancora arrivata, la battaglia continua.