L’AQUILA – “Credo che la Giunta di centrosinistra debba cambiare metodo e affrontare le problematiche difficili, attraverso tanta tanta buona politica. Altrimenti ci si fa male”.

Le parole del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando l’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb dall’assessore Silvio Paolucci, accendono lo scontro sulla sanità dopo la notizia di un documento programmatico indirizzato dalla Regione Abruzzo al ministero della Salute in cui si ipotizza almeno nell’immediato la nascita di un solo ospedale di secondo livello, con eccellenze e maggiori specialità, tra Chieti e Pescara, relegando la possibile creazione di un secondo presidio L’Aquila-Teramo a un futuribile studio di fattibilità.

Intanto il primo cittadino viene attaccato dal capogruppo di Forza Italia Guido Liris che prevede: “Dopo l’ospedale ci toglieranno anche la facoltà medica!”.

CIALENTE: “PAOLUCCI DEVE CAMBIARE METODO”

“Non credo che l’assessore Paolucci possa liquidare la discussione che si sta aprendo sulla riorganizazzione dell’assistenza ospedaliera e sanitaria complessiva della nostra regione come una vicenda campanilistica. È una importantissima discussione politica”, è l’avvertimento di Cialente.

“Scenderà sul livello di un gravissimo scontro campanilistico e di preoccupazioni territoriali, anche economiche – prosegue – se si continuerà a intervenire esclusivamente in termini tecnicistici, ragionieristici, verticistici”.

Secondo il sindaco aquilano, “già la vicenda delle Uoc e Uos (unità operative complesse e semplici, ndr), dipartimentali e non, si è mossa su dati discutibili e spesso legati a logiche clientelari o localistiche. Il fatto che diventino Uoc reparti inesistenti di fatto, o ne scompaiano altre presenti da sempre – rileva – già è sbagliato”.

“Ma che non si sia fatto riferimento ai dati della mobilità attiva e passiva storica e degli ultimi anni, ripercorre strade già note, in cui la qualità dell’assistenza medica offerta ai cittadini è stata sempre posta all’ultimo posto nella valutazione dell’attività di ospedali e reparti”, conclude Cialente invocando, appunto, un cambio di metodo.

LIRIS: “A RISCHIO ANCHE FACOLTA’ DI MEDICINA”

“Caro Cialente, i buoi sono ormai scappati dalle stalle! Nel silenzio più totale degli altri esponenti del centrosinistra aquilano, assistiamo alle reazioni stupite e imbarazzate del nostro caro sindaco sulla reale possibilità che gli ospedali di secondo livello in Abruzzo non siano due bensì uno solo e ricada nella zona costiera della nostra Regione”, si lamenta il forzista Liris.

“Cialente ora vuole incontrare la Lorenzin? Teme l’isolamento dell’Aquila? Reagisce male alla notizia ufficiale dell’inizio delle procedure per la messa in opera dell’ospedale di secondo livello tra Pescara e Chieti? – si chiede polemicamente – Troppo tardi, caro Massimo”.

Liris ricorda che “più di un anno fa (febbraio 2015) lanciai l’allarme sulla prospettiva concreta che l’ospedale maggiore, ad alta intensità di cura, l’ospedale regionale di secondo livello non sarebbe stato il San Salvatore, come sarebbe stato logico, e non sarebbe ricaduto, dunque, nel capoluogo di Regione”.

“La risposta fu una ferma rassicurazione sul tema – prosegue – gli esponenti della sinistra affermarono che non sarebbe mai potuto accadere che L’Aquila fosse rimasta senza il suo ospedale di secondo livello. E invece non sarà così”.

“Tra le mie paure esternate in quell’occasione c’era anche la possibilità di perdere, spogliare e indebolire i corsi di Medicina e le Scuole di Specializzazione – passa poi all’attacco – Caro Massimo, sai bene che non sono un gufo, che non mi auguro il tuo fallimento amministrativo per un mero tornaconto politico ed elettorale; non sai quanto mi dispiaccia aver avuto ragione sul tema in questione”.

“Ora ti pongo una nuova domanda: se qualcuno si svegliasse domattina e sostenesse che due facoltà di Medicina e Chirurgia all’Aquila e a Chieti siano troppe, quale rimarrebbe in piedi? Che fine farebbe la gloriosa creatura del prof. Stefanini (forse il più grande chirurgo della storia italiana che fondò la facoltà di Medicina dell’Aquila)?”, le altre domande polemiche in riferimento a quello che oggi con la riforma si chiama dipartimento di Medicina clinica.

“Purtroppo, a rigor di logica, per una piccola Regione come L’Abruzzo tutto quello che sta accadendo crea i presupposti per la perdita anche della facoltà di Medicina – allarma Liris – Infatti, i corsi di studi medici e le Scuole di Specializzazione seguirebbero inevitabilmente le strutture meglio organizzate in termini di posti letto e unità operative”.

“Caro Massimo, secondo te, è tutto casuale o quanto sta accadendo è semplicemente l’attuazione di un piano lucido e scientifico del presidente D’Alfonso?”, conclude.