L’AQUILA – “La sparizione di una grande pietra con tre buche dalla parte più antica della chiesa di San Michele Arcangelo in San Vittorino è l’ennesima razzia ai danni del patrimonio storico e artistico del nostro territorio”.
È quanto riporta una nota diffusa dal presidente dell’associazione culturale San Vittorino Amiterno , Gianfranco Cococcia che denuncia come questa importante reliquia risulti dispersa già dal 7 febbraio scorso, al momento della riapertura delle catacombe dopo il lungo periodo di restauro.
“La pietra, che risale al periodo delle persecuzioni contro i cristiani e che veniva usata per martirizzare con lo schiacciamento del capo chi professava questa fede, è stata cercata ovunque, tra tutti quei reperti come lapidi ed epigrafi che sono stati inspiegabilmente spostati presso il teatro romano invece di essere ricollocati al loro posto all’interno della Chiesa”, si legge ancora nella nota.
Le ricerche incontrano un ostacolo in più: della pietra infatti non sono disponibili, al momento, documentazioni fotografiche.
Della sparizione è stata data comunicazione anche alla soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Abruzzo.
“Capita comunque spesso che, dopo il restauro di un bene architettonico, manchino all’appello pietre lavorate epigrafi o altro. I beni culturali dovrebbero fare un censimento fotografico prima di ogni inizio lavori per un riscontro oggettivo alla fine degli stessi”, conclude la nota. (ele.ma.)



