L’AQUILA – Il tribunale dell’Aquila ha condannato a 6 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici un 73enne aquilano, accusato di aver abusato della nipotina, che all’epoca dei fatti aveva 7 anni.

I giudici (presidente Giuseppe Grieco, a latere Daria Lombardi e Marfisa Luciani) hanno accolto le richieste del pubblico ministero Stefano Gallo.

Gli episodi sono accaduti in un periodo compreso tra il 2011 e il 2013 in una frazione dell’Aquila, nell’abitazione del nonno “orco”.

Secondo l’accusa la piccola veniva spesso lasciata con i nonni quando la mamma era fuori città per portare l’altra sorella a fare visite mediche e, più di una volta, il condannato le avrebbe fatto appoggiare le mani sui suoi genitali.

Solo dopo che la bimba ha preso coraggio e raccontato tutto alla madre, è scattata la denuncia.

La moglie dell’uomo ha testimoniato in favore del marito.

L’imputato, assente in aula, è difeso dall’avvocato Vincenzo Calderoni, per il quale “la situazione processuale era oggettivamente molto difficile e il tribunale ha deciso di confermare la richiesta del pm”.

Il legale annuncia ricorso in Appello e aspetta di vedere le motivazioni della sentenza “per stabilire la strategia difensiva, le sentenze non si aggrediscono ma si appellano”.

La parte lesa è assistita dagli avvocati Francesco Valentini e Ferdinando Paone.