PESCARA – La compagnia aerea low cost Ryanair potrebbe abbandonare l’aeroporto d’Abruzzo. Le voci si fanno sempre più insistenti ed esplode in queste ore la polemica politica. Certezze in più su una notizia che rappresenterebbe una mazzata tremenda per lo scalo abruzzese potrebbero arrivare dall’incontro di oggi pomeriggio tra i vertici della compagnia irlandese, con il loro personale fisso a Pescara, e i vertici della Saga, la società che gestisce lo scalo. Incontro tenuto segreto fino a poche ore fa.

Il piano di Ryanair sarebbe quello di ridimensionare la sua presenza nell’aeroporto d’Abruzzo cancellando con un solo colpo il volo Pescara-Parigi e chiudendo la base che aveva installato nello scalo pescarese sette anni fa, nel 2009, a partire da novembre, quando Ryanair dismetterà l’aereo da 70 milioni di dollari basato su Pescara. A rischio dunque decine di posti di lavoro, tra piloti e assistenti di volo. Ma soprattutto si dimezzeranno i passeggeri in transito nell’aeroporto d’Abruzzo.

A fine novembre 2015 Ryanair aveva lanciato la sua programmazione estiva 2016 nello scalo di Pescara, con 7 rotte per Barcellona, Bruxelles, Dusseldorf, Francoforte, Londra, Milano, Bergamo e Parigi, preventivando di trasportare 500 mila clienti all’anno e sostenendo 375 posti di lavoro in loco. Poi il repentino ripensamento. La presenza di Ryanair nello scalo di Pescara è motivata anche dai consistenti aiuti pubblici. E la decisione di andare via potrebbe essere motivata proprio dal mancato accordo sul sostegno economico che Saga non sarebbe più in grado di garantire, visti i suoi ingenti debiti.

Chiede chiarezza sull’evolversi della vicenda Sara Marcozzi​, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, con un’interpellanza al pPresidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

M5s coglie l’occasione per lanciare bordate contro la Saga, per la sua “esposizione debitoria, i contratti eccessivamente onerosi, la sua mancanza di trasparenza e spese fuori controllo”, e considera stretegia miope quella di “aver puntato, per la maggior parte dei propri collegamenti, su un unico vettore, Ryanair, creando, di fatto, una dipendenza dai risvolti rischiosi. Si trattava di applicare i principi basilari dell’attività manageriale: non affidarsi ad un solo partner, ma differenziare l’offerta dei voli affidandosi a più vettori, riducendo al minimo il rischio di paralisi dello scalo nell’eventualità di abbandono dello scalo da parte di una compagnia”.

Risponde alle critiche il presidente della Saga Nicola Mattoscio, che negli ultimi mesi è andato più volte in Irlanda, a interloquire con i vertici di Ryanair, assieme al direttore generale Luca Ciarlini.

“Quelli che ieri si lamentavano che la Regione finanziava le compagnie aeree oggi si lamentano perchè queste vogliono lasciare l’aeroporto d’Abruzzo. Intanto ricordo che il contratto con Ryanair scadrà il prossimo mese di giugno e fino a questo momento non ci sono stati segnali che confermino che non verrà rinnovato”.

Interviene anche Camillo D’Alessandro, consigliere regionale del Partito democratico, entrando nel merito dei aiuti pubblici allo scalo e alle compagnie aeree.

“Di fronte a noi abbiamo tre vincoli con i quali fare i conti e che si traducono tutti in una sola frase: rispetto della legge. Primo vincolo è quello di bilancio: la contribuzione da parte delle casse regionali deve essere sostenibile, cioè vera e non tale da creare ogni volta problemi anche in ordine alla legittimità del trasferimento. Poi c’è il vincolo europeo, ovvero i limiti imposti dall’Europa sugli aiuti di Stato. Infine c’è la legittimità costituzionale collegata al vincolo precedente circa gli interventi normativi di contribuzione o ricapitalizzazione della Saga. Questi tre vincoli valgono per tutti, non solo per noi”.

Assicura comunque che la Regione è al lavoro a favore di un aeroporto che “rappresenta la priorità per la Regione, il diritto degli abruzzesi agli spostamenti veloci e l’attrattore fondamentale sul quale costruire l’offerta turistica”.

Parla invece di catastrofe e mancanza di trasparenza Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale

“Se la compagnia irlandese dovesse mettere in atto quanto preannunciato, ossia la chiusura della base di Pescara e l’eliminazione dell’aeromobile, sarebbe una iattura per la nostra economia regionale e per la nostra immagine, con un crollo vertiginoso di rotte, passeggeri e la fine dello scalo”.

Senza Ryanair incalza Sospiri, “sarà anche il fallimento della Saga e la chiusura del nostro stesso aeroporto, una mazzata insopportabile per la nostra economia turistica e commerciale che oggi si è organizzata anche in funzione di quei voli con l’Europa garantiti da Ryanair e per i quali, a oggi, non avremmo mai un rimpiazzo”.

“Ma la cosa più inaccettabile – conclude Sospiri – è la mancanza di trasparenza di chiarezza, e un presidente, D’Alfonso, e un cda della Saga divenuti improvvisamente ‘fantasmi’ che rifiutano anche di dialogare con la Società per individuare soluzioni condivise e legittime. Se non lo faranno loro, ci penserà il Consiglio regionale convocando prima in Commissione Vigilanza e poi direttamente in assise i vertici della Ryanair per capire cosa sta accadendo e quali sono le eventuali opportunità”.