CHIETI – Hanno donato il sangue per protesta, a simboleggiare che ormai non è rimasto altro da dare a fronte dei reiterati prelievi di risorse vitali. 

È partita così la protesta dei dipendenti dell’università Gabriele d’Annunzio di Chieti Pescara, che si è svolta martedì mattina al campus universitario teatino. 

Il presidio è stato organizzato in occasione della giornata mondiale di mobilitazione studentesca, nel corso della quale in tutti gli atenei italiani si sono svolte assemblee contro la Legge di stabilità che sta per essere approvata. I

l Governo, infatti, ha stanziato una cifra giudicata risibile (5 euro netti a dipendente)  per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre sei anni.

Nella legge di stabilità per il 2016 viene inoltre ripristinato il blocco al fondo del salario accessorio che non potrà superare l’importo del 2015.

Ma alla d’Annunzio non sono solo le decisioni romane ad essere contestate, quanto soprattutto quelle locali.

Sotto accusa di nuovo il rettore Carmine Di Ilio e il direttore generale Filippo Del Vecchio.

Dall’Ima (indennità di ateneo) tagliata ad agosto del 2014 alla richiesta ai dipendenti di ridare indietro soldi che avrebbero percepito in eccesso, a loro insaputa, nel corso delle passate gestioni universitarie. 

L’assemblea è durata sino alle ore 11. Poi tutti regolarmente al lavoro. Ma prima di andare via è stata scattata la foto di gruppo, nella quale spuntano a sorpresa anche due professori di peso: il preside Stefano Trinchese e il direttore del museo universitario Luigi Capasso. (ar.ia.)