L’AQUILA – Un nuovo importante cantiere della ricostruzione potrebbe vedere la luce entro tre mesi in corso Vittorio Emanuele a L’Aquila.

È quello di Palazzo dei combattenti, sede della Fondazione Carispaq, uno degli edifici più rappresentativi dell’architettura italiana del ventennio, progettato da Achille Pontolini nel 1933, insieme al palazzo gemello dall’altro lato del corso, noto come palazzo Leone, davanti la Fontana luminosa, quest’ultimo già restaurato.

A confermare ad AbruzzoWeb che presto anche l’altro “stipite” della ideale “porta” del centro storico comincerà a essere riportato all’antico splendore è il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani.

“Stiamo aspettando l’approvazione del progetto parte seconda, che dovrebbe essere imminente, mancano pochi dettagli da integrare e ci sono già 19 ditte che hanno risposto alla nostra richiesta di manifestazione di interesse”, svela.

I lavori avranno un importo di 2,5 milioni di euro, che saranno in parte anticipati dalla stessa Fondazione.

Trattandosi di un edificio privato non occorrerebbe un bando di gara: sarebbe possibile un affidamento più snello ma, spiega Fanfani, “la Fondazione ha inteso, prima di decidere a quale ditta affidare i lavori, l’attivazione di un rigoroso percorso di selezione per avere al garanzia di lavori svolti nel miglior modo, trattandosi i un edificio storico e vincolato”.

L’assegnazione sarà perciò decisa da una commissione interna della Fondazione, sulla base di criteri e requisiti che sono stati suggeriti dall’Ufficio speciale della ricostruzione del Comune dell’Aquila (Usra).

“La ditta – entra nel dettaglio Fanfani – deve essere ad esempio attiva da almeno 10 anni, deve aver svolto lavori per un importo di 50 milioni di euro negli ultimi 5 anni, deve avere la Soa, l’attestazione di qualificazione per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici, deve avere la certificazione antimafia. Infine garantiremo come giusto che sia una premialità, alle imprese aquilane che hanno manifestato interesse”.

Per ironia della sorte, Palazzo dei combattenti era stato ristrutturato e reso funzionale poco prima del terremoto per ospitare gli uffici della Fondazione e mentre ospitava da molti anni l’agenzia numero 4 della banca Carispaq, ora assorbita dalla Bper e trasferita sempre in centro, nella zona di San Bernardino.

L’inaugurazione ci fu nel giugno 2008 e per l’occasione era stata messa in mostra una splendida statua romana del II secolo, raffigurante un alto dignitario della antica città di Amiternum, venuta alla luce nell’omonima area archeologica nel luglio 2007 e restaurata con il contributo della Fondazione. Poi è arrivato il terremoto del 6 aprile 2009, che ha inferto danni strutturali significativi all’edificio.

“Palazzo dei combattenti – conferma Fanfani – tornerà ovviamente ad ospitare la sede della Fondazione, con uffici, una sala riunioni e una sala conferenza”. Non ci sarà invece la filiale di banca, visto che la Bper ha già fatto le sue scelte logistiche.

“Al pianterreno – annuncia perciò il presidente – saranno non solo mantenuti, ma anche ampliati e resi più funzionali i locali da adibire a mostre e allestimenti, intesi come uno spazio da restituire ai cittadini”. Filippo Tronca