L’AQUILA – L’Aquila e Teramo sperano nei ricorsi per ribaltare le sentenze di condanna di primo grado del Tribunale nazionale della Federcalcio, a seguito dell’inchiesta Dirty soccer, su le combine e le partite truccate.
L’Aquila presenterà oggi entro i termini il ricorso per la sentenza di primo grado sul calcioscommesse che ha inflitto ai rossoblù un punto di penalità e 25mila euro di ammenda. E per l’ex ds Ercole Di Nicola la condanna è a due anni di inibizione 2 anni e 25mila euro.
“Siamo solo parzialmente contenti di questa sentenza – spiega il dg dell’Aquila Fabio Guido Aureli al quotidiano Il Centro – e presenteremo il ricorso in Corte d’Appello con lo scopo di farci togliere la penalità e anche l’ammenda perché su Pisa-Torres è stata smontata l’accusa di illecito, dunque anche le scommesse contestate a Di Nicola decadono”.
Ben più complessa la partita, e pesante la posta in gioco del Teramo, che si giocherà in secondo grado di giudizio il 31 agosto a Roma. Il teramo, appello appena promosso in serie B, è stato condannato dal Tribunale federale alla retrocessione in serie D, una multa di 30 mila euro, l’inibizione di quattro anni (più un’ammenda di 100mila euro) per il presidente Luciano Campitelli.
L’avvocato Eduardo Chiacchio, nel commentare giovedì la sentenza di primo grado, l’ha però definita “lacunosa, scritta in fretta” e si dice fiducioso di poterla ribaltare in appello.
I tifosi andranni in massa a Roma e su facebook si moltiplicano gli appelli alla mobilitazione.
Ieri il tecnico del Teramo, Vincenzo Vivarini, commentando lo stato d’animo dopo un amichevole con il Perugia dei suoi ragazzi, “A fine primo tempo piangevano tutti nello spogliatoio e questo fa capire lo stato d’animo con cui stiamo andando avanti e questo va a grande merito della squadra perché anche col Perugia abbiamo tirato fuori una prestazione di grandissima qualità sia sotto l’aspetto dell’intensità che della tecnica”.






