L’AQUILA – Lavorare da casa incide positivamente sulla salute rispetto alla normale vita da ufficio: la pensa così l’86% degli abitanti dell’Abruzzo, secondo i quali il cosiddetto smartworking, laddove applicabile, riduce lo stress (39%), permette di convertire il tempo risparmiato dal viaggio in una migliore gestione anche del proprio benessere (26%) e dà il vantaggio di lavorare in un ambiente confortevole e su misura (20%).
È il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare, che ha indagato la percezione degli abruzzesi sul rapporto tra salute e ambiente di lavoro.
L’attività lavorativa, infatti, può condizionare in vario grado la salute dei lavoratori. In ufficio, il principale fattore di rischio, a detta di un abitante dell’Abruzzo su tre (34%), è lo stress, con tutti i suoi possibili effetti sul benessere fisico e mentale. Seguono la postura (29%) e la sedentarietà (25%), mentre solo il 7% si dice preoccupato dalle possibili conseguenze sulla vista.
In un ambiente quale la fabbrica, o comunque per chi svolge un’attività più fisica, invece, i fattori che incidono maggiormente sulla salute sono il contatto, o l’esposizione, a sostanze chimiche potenzialmente nocive (45%), seguito dai pericoli connessi al sollevamento di pesi e alla movimentazione di carichi (18%) e dall’eventualità di cadute e infortuni (15%).
Ma che cosa porta ad “ammalarsi” di lavoro? Per un abruzzese su due (51%), la prima causa è la sottovalutazione dei rischi, seguita dall’inadeguatezza dell’ambiente di lavoro (36%) e dalle pressioni e scadenze lavorative che possono indurre a comportamenti impropri e pericolosi (27%). Per un ulteriore 25%, invece, la ragione risiede nella scarsa informazione in materia di sicurezza e salute fornita dal datore.
L’azienda stessa, tuttavia, può fare la sua parte e prendersi cura della salute e del benessere dei dipendenti. Gli abruzzesi hanno le idee chiare: in ufficio, i principali desiderata sono postazioni ergonomiche (56%), una polizza sanitaria (31%), ma anche la possibilità di usufruire di abbonamenti a palestre e centri fitness (24%) e incontri con uno psicologo del lavoro (9%).
In fabbrica, invece, il datore, secondo gli intervistati, deve garantire il rispetto delle normative (73%), fornire strumenti e dispositivi di lavoro idonei ai dipendenti (64%) e mettere a disposizione check up mirati per il controllo e la prevenzione di possibili patologie (31%).
“Questa nuova ricerca del nostro Osservatorio sul welfare, giunto alla terza edizione, – commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di gruppo – ha delineato un quadro preciso delle percezioni e delle preoccupazioni degli italiani sui fattori e i modi in cui l’attività lavorativa può condizionare la salute individuale. Una risposta efficace a questi temi e a questi bisogni arriva dal welfare, in cui Reale Mutua ha una grande esperienza. Da sempre mettiamo a disposizione sia dei singoli sia delle imprese per i loro dipendenti numerose soluzioni per la tutela della salute e del benessere, come prestazioni mediche, visite e check up clinici, anche a scopo preventivo, e un’ampia gamma di benefit per la cura del wellness e la soddisfazione dei lavoratori”.



