L’AQUILA – “Caos totale da parte della Intecs nella comunicazione ai lavoratori del recesso del rapporto di lavoro e così, anche nella fase di chiusura del sito aquilano e licenziamento di tutti i 65 ricercatori, l’azienda, che si occupa di progettazione e sviluppo di sistemi elettronici high-tech, è riuscita a dare il peggio si sé”.
Lo scrive in una nota la segretaria provinciale della Fiom Cgil, Elvira De Sanctis, anch’essa dipendente della Intecs.
“Oggi i lavoratori, non avendo ricevuto la lettera di licenziamento, si sono doverosamente recati sul posto di lavoro, dove però hanno trovato sbarrata e accuratamente chiusa con un lucchetto la porta di ingresso all’azienda”, prosegue la sindacalista.
“Di fronte a questa serrata la Fiom ha chiamato le forze dell’ordine e contattato telefonicamente, in loro presenza, la responsabile aziendale dell’ufficio del personale – aggiunge – che si è limitata a dire che avrebbe preso atto della circostanza, confermando, inoltre, l’intenzionale chiusura dell’azienda”.
“Vittime di un licenziamento ingiusto, perpetrato in concomitanza delle festività natalizie, per giunta mal comunicato, tanto da poter mettere in difficoltà le pratiche di accesso alla Naspi, ovvero la nuova assicurazione sociale per l’impiego, i lavoratori metteranno in campo tutte le azioni a tutela dei loro diritti e la Fiom sarà sempre al loro fianco”, conclude.



