L’AQUILA – Le ridotte dimensioni del tratto di via Antinori verso via Garibaldi, nel centro storico dell’Aquila, comporteranno un drastico avvicinamento del tunnel dei sottoservizi agli edifici, che molto probabilmente costringerà l’impresa che si sta occupando dei lavori a realizzare dei micropali di consolidamento a tutela della stabilità dei palazzi.
Lo confermano ad AbruzzoWeb sia il presidente della Gran Sasso Acqua spa, stazione appaltante della mega opera pubblica, Fabrizio Ajraldi, che il direttore operativo del cantiere, Antonio Tramontano.
“La presenza di una condotta della Telecom e il restringimento della via – spiega Ajraldi – implica un leggero spostamento del tunnel dall’asse centrale della strada con conseguente avvicinamento all’edificio. Questo ci ha indotto a mettere in sicurezza il fronte di scavo a fini cautelativi”.
“Il tunnel è stato messo a dimora fin dove via Antinori è più larga, e lì abbiamo ricoperto lo scavo e riasfaltato”, aggiunge Tramontano, che non si sbilancia sul tipo di intervento che sarà effettuato per collegare il tunnel su via Garibaldi, dove è già stato realizzato nel tratto tra piazza Chiarino e via Cascina.
In ogni caso, “sono due giorni di lavoro – assicura – c’è solo da collegare le due gallerie già realizzate”.
Tramontanto tuttavia rassicura i commercianti, che avevano paventato il rischio di restare isolati: “È ovvio che prima di aprire il cantiere sul tratto di via Garibaldi compreso tra piazza Regina Margherita e piazza Chiarino, riapriremo via Antinori, che insieme a via Sant’Amico diventerebbe l’unico accesso temporaneo a via Garibaldi”.
Procede spedito, intanto, il cantiere dei sottoservizi nel resto del centro storico.
“Entro Natale gli assi principali saranno completati, pari al 75 per cento dell’intero primo stralcio, cioè la parte che spetta a noi”, annuncia Tramontano.
“Stiamo iniziando il tratto compreso tra i Quattro Cantoni e piazza Duomo e presto completeremo il tratto di Corso Vittorio Emanuele tra la farmacia Fanini e piazza Regina Margherita, che eravamo stati costretti a interrompere per il ritrovamento di alcuni reperti archeologici. In quel tratto il tunnel sarà sostituito da una polifora”, spiega il direttore.
“Contemporaneamente – aggiunge – si lavorerà su via Fortebraccio, nel tratto tra piazza Bariscianello e i portici di San Bernardino”.
“Una volta ultimati il cardo e il decumano e le strade principali, come corso Principe Umberto, via Bafile, via Sallustio e via Garibaldi, resta la parte più delicata, nelle strade interne, ma meno impattante nei confronti della città”.
Sono in tutto una ventina, spiega infine Tramontano, le interruzioni del tunnel dovute a ritrovamenti archeologici, in cui la galleria ispezionabile è stata sostituita dalle polifere, tra cui diverse in via Sallustio e una in piazza Santa Giusta, dove fu ritrovato un cimitero del 1200.
“Abbiamo dovuto interromperlo in tutti i punti dove abbiamo trovato dei reperti, che sono più di 100 – dice – dove questi consentono di procedere nel tracciato allora si rilevano, si effettua la georeferenziazione, si raccoglie tutta la documentazione e il tunnel prosegue il suo percorso, come avvenuto con la fontana ritrovata nei pressi di San Bernardino che non dava fastidio, quando invece i ritrovamenti creano interferenze è necessario interrompere la galleria e sostituirla con le polifere”.



