CHIETI – “E sono due. Dopo Umberto Di Primio, anche Gianni Chiodi smentisce Mauro Febbo e i 5 Stelle. E lo fa con un ragionamento che è identico a quello che stiamo cercando di spiegare in questi mesi. Chieti e il suo comprensorio non possono più aspettare e hanno bisogno di un intervento strutturale come quello ipotizzato nel project financing per il nuovo ospedale”.
Lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico e coordinatore della maggioranza, Camillo D’Alessandro, dopo l’apertura all’ipotesi di project financing dell’ex presidente della Regione, che in un’intervista ad AbruzzoWeb ha sostenuto che o lo Stato ha i fondi a disposizione, o si impone una tassa specifica sui cittadini, ma se queste opzioni sono impraticabili, o non desiderabili, allora l’ipotesi del project è “residuale, ma realistica”.
“Viene il dubbio – afferma D’Alessandro in una nota – che i consiglieri regionali teatini di opposizione, Febbo e Sara Marcozzi, lavorino contro l’interesse della loro stessa città: il primo perché non ci è riuscito lui a fare ciò che stiamo realizzando noi; la seconda, secondo un meccanismo tipico del partito del No, preferisce che non si faccia nulla pur di non riconoscere il lavoro altrui, sparando numeri e cifre totalmente improbabili e non resistenti alla prova dell’approfondimento”.
“Del resto, come spiegato più volte dal presidente Luciano D’Alfonso, la procedura del project financing si conclude sempre con una gara, non certo con un affidamento diretto. Ma in politica, in questo tempo, la coerenza e al verità sono cose rare”, conclude D’Alessandro.



