L’AQUILA – Sono già numerose le aziende aquilane che hanno presentato domanda per accedere ai benefici della zona franza urbana ma su di loro incombe il problema dell’infrazione aperta dalla Comunità europea sugli aiuti di Stato.

La storia è nota: i tecnici di Bruxelles reputano che l’abbattimento delle tasse al 40% deciso con una legge a fine 2011 possa configurarsi già come un’agevolazione alle imprese, per cui i due benefici non sarebbero cumulabili.

In particolare la scure riguarda la restituzione per intero dei contributi previdenziali “scontati”, richiesti con una circolare dell’Inps. Una circostanza che, se confermata, riguarderebbe circa 7 mila partite Iva per una mazzata complessiva di mezzo miliardo di euro.

Ma a dare parziali rassicurazioni sul tema è stato Carlo Sappino, dirigente generale del dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del ministero dello Sviluppo economico, che ieri ha avuto un incontro con gli imprenditori e le associazioni di categoria presso l’auditorium dell’associazione costruttori (Ance) dell’Aquila.

Sappino ha spiegato che le imprese possono comunque fare domanda: “se avete già dichiarato di non aver usufruito di aiuti, non vi accuseranno di falso e non ci saranno denunce penali, lo prendo come impegno”.

Le certezze di Sappino nascono dal fatto che la minaccia della Commissione europea è ancora sub-judice, al momento, infatti, non è stata sancito con certezza il fatto che la riduzione delle tasse sia assimilabile a un aiuto di stato.

Quindi nelle istanze da presentare al ministero entro il prossimo 10 aprile per accedere al de minimis si può procedere speditamente.

“Per le aziende che non hanno problemi di compatibilità coi precedenti aiuti – spiegato Sappino – prevediamo di emanare la graudatoria degli ammessi e i provvedimenti di concessione nel mese di maggio. Sarà una procedura semplice che non richiede particolari valutazioni”.

Per le aziende per le quali c’è ancora un profilo di compatibilità comunitaria sui vecchi aiuti il dirigente consiglia, invece, di “attendere la chiusura della partita comunitaria”.

Il funzionario pubblico ha ammesso che in materia di zona franca c’è “scarsa chiarezza, ci auguriamo che si possa risolvere con il nuovo governo”, quando ci sarà un nuovo governo. Qualche mugugno tra i presenti ha suscitato l’ammissione di non avere al momento soluzioni in tasca, “e allora che siamo venuti a fare?”, hanno bofonchiato.

“Il mio consiglio – ha precisato Sappino – è di dichiarare comunque l’ammontare dei benefìci connessi alla sospensione delle imposte e di non tacerlo e di attendere, per poter usufruire del de minimis, che si sciolgano i problemi. Non abbiamo alternative concrete nell’immediato”.

Sappino ha ricordato che “non esiste nessuna decisione, ma un atto formale della Commissione sulla base del quale l’Inps ha emanato la famosa circolare. La lesione dei princìpi comunitari c’è se l’impresa fruisce effettivamente dei benefici”. Marianna Galeota