PESCARA – “A discapito di quanto finora proclamato dal presidente Luciano D’Alfonso, la Giunta regionale del Molise, vista la latitanza da parte di quella abruzzese, ha formalizzato la decisione di aderire alla Zes Adriatica, in corso di istituzione da parte della Regione Puglia, lasciando di fatto l’Abruzzo e la sua economia in un ‘cul de sac'”.

Così, in una nota, il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, denuncia quella ritenuta “un’altra opportunità di sviluppo mancata”. Febbo punta l’indice contro la Giunta regionale dell’ex presidente Luciano D’Alfonso dopo l’approvazione, il 7 agosto scorso, della delibera per aderire alla Zes (Zona economica speciale) con il Molise, cinque giorni dopo che la stessa Regione Molise, tramite apposita delibera aveva a sua deliberato l’accordo con la Puglia.

“Ciò estromette di fatto i nostri imprenditori e le aree attigue alla costa – spiega Febbo – dalla possibilità di usufruire di una legislazione economica differente con vantaggi enormi in termini economici, finanziari ed amministrativi che, in base al decreto in questione si materializzerebbero in sburocratizzazione e credito di imposta per tutti gli ampliamenti ed i nuovi insediamenti. Vantaggi che di certo, ed è questo il fine ultimo delle Zes, avrebbero dato nuova energia agli agglomerati importanti già presenti ma anche attratto nuovi imprenditori ed investimenti  creando nuovi posti di lavoro e nuova linfa economica per un territorio che rappresenta ancora la vera  cerniera tra il nord ed il sud. Uno stop gravissimo allo sviluppo della regione, altro che ‘facile e veloce'”.

Lo scopo delle Zes, oltre a quello di attirare investimenti attraverso nuove forme di governance ricorrendo a procedure amministrative semplificate per rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali, è quello di abbassare le emissioni di CO2 e quindi l’inquinamento, attraverso il trasferimento del traffico su gomma verso le rotte marittime, le cosiddette “autostrade del mare”.

Tuttavia per fare ciò occorre un Hub portuale che concentri almeno un millesimo del traffico merci europeo, ovvero 2.700.000 tonnellate di cui l’Abruzzo, come del resto il Molise, è privo, dato che movimenta con tutti i porti non più di circa 600 mila tonnellate annue. Tuttavia lo stesso decreto ammette la realizzazione di Zes con asse portuale di interesse “interregionale”. Da qui le interlocuzioni con il Molise per concretizzare il Progetto. 

“Peccato, però – dice Febbo -, che come al solito, nonostante i buoni propositi, gli annunci e le conferenze stampa, si è assistito, puntualmente, a ciò che regolarmente si ripete da 54 mesi in questa regione su tutti i fronti, ovvero l’assenza dei fatti”.

Il progetto comprendeva le aree portuali e retroportuali delle due regioni, individuate tra i porti di Ortona, Vasto e Termoli. La parte abruzzese comprende una superficie di 1702 ettari, quella molisana poco meno di 300. 

“Questo non è un problema politico – spiega Mauro Febbo – ma di ulteriore occasione persa per la nostra regione. Quello che è accaduto è incredibile perché dopo aver per un anno e mezzo girato l’Abruzzo, annunciando l’arrivo della Zona Economica Speciale, finalmente c’è stata la delibera di Giunta ma cinque giorni dopo la decisione del Molise di fare la Zes con la Puglia, in quanto dall’Abruzzo non c’erano stati segnali di interesse e di attivazione del progetto”.

“Una cosa gravissima se poi aggiungiamo che 26 giorni dopo la delibera approvata dal Molise, il presidente della Regione facente funzione Lolli, incontra Confindustria che da tempo sollecitava l’istituzione della Zes, assicurando che si sarebbe attivato con il Molise. Ma allora ci chiediamo, oltre a prendere in giro gli abruzzesi, con il Molise c’è mai stata una vera interlocuzione per l’istituzione della Zes nel basso Abruzzo, dove c’è anche il cuore industriale del centro-sud del Paese?”.

“Abbiamo già assistito alla clamorosa bufala con cui Luciano D’Alfonso e Camillo D’Alessandro – aggiunge – annunciavano per anni l’imminente passaggio dei porti abruzzesi di Pescara e Ortona sotto l’Autorità Portuale di Civitavecchia, salvo poi essere smentiti dal passaggio degli stessi sotto l’Autorità di Ancona a firma del Ministro, loro compagno di partito, Graziano Delrio. Oggi la politica delle bufale la ritroviamo sulle Zes. Anziché richiedere ed ottenere finanziamenti per i porti di Pescara ed Ortona, porti di rilevanza nazionale, dall’Autorità Portuale di Ancona, su di essi hanno investito le risorse del Masterplan, il grande libro dei sogni incompiuti, lasciando all’asciutto il porto di Vasto, di rilevanza regionale a differenza degli altri due. Ed ora per finanziare la realizzazione di nuove banchine nel porto di Vasto, utili per accogliere le navi container, D’Alfonso ha ben pensato di coinvolgere le imprese per ottenere la bellezza di 130 milioni di euro. Questi sono progetti che avrebbe dovuto fare la Regione, non gli imprenditori”.

“Una regione seria non abbandona gli imprenditori a se stessi con una strategia che tra l’altro ha generato anche la completa disattenzione di chi invece avrebbe dovuto cooperare a livello territoriale dando un impulso positivo a rafforzare la contiguità tra l’Abruzzo e l’unica possibilita’ di realizzare le Zes cioè il Molise. Una regione seria pensa alla via più breve per affrontare e risolvere i problemi strategici legati al futuro dello sviluppo invece di fare solo proclami”, conclude Febbo.