L’AQUILA – “Ho cominciato dall’Eccellenza tutta la scalata, le categorie di calcio le ho fatte tutte. Il sogno era quello della serie A, esserci arrivato è una grande soddisfazione personale. Un messaggio per i ragazzini che giocano? Non abbattersi mai e fare tanti sacrifici”.
Tempo di bilanci per l’aquilano Damiano Zanon, calciatore del Pescara, che dopo un’autentica arrampicata dai dilettanti ai vertici del professionismo sta affrontando il primo campionato di serie A della sua carriera con la maglia dei biancazzurri.
Un aquilano ‘doc’ in serie A non si vedeva dai tempi di Fabrizio Catelli, che giocò in massima serie nel 1990, prima ancora c’erano stati Giancarlo Centi, in A con Inter e Como, e Angelo Caroli, addirittura campione d’Italia con la Juventus nel 1960. Nel 2005 Fabio Di Venanzio ha vinto la serie B con il Treviso ma non ha mai esordito nella categoria più importante, così come Mauro Lauri, solo una panchina in Coppa Italia negli anni Sessanta con il Cagliari. Ora è il turno di Zanon.
Ai microfoni di AbruzzoWeb in un’esclusiva intervista natalizia, il difensore fa il punto sulla sua carriera, cominciata a Giulianova tra i professionisti, precipitata in Eccellenza regionale con il Celano e arrivata poi in alto tra i marsicani e il Pescara, con cui ha giocato in tre categorie sempre con la numero 2 sulle spalle.
L’anno scorso, la svolta. Al termine di un torneo di serie B trionfale alla guida di Zdenek Zeman, che ha dato fiducia al terzino facendogli disputare 36 partite, è arrivata la promozione e, l’autunno scorso, l’esordio in massima serie.
Una prima giornata subito da incubo, contro l’Inter e un certo Wesley Snejder, e poi altre 12 presenze in un torneo fin qui in saliscendi per gli adriatici, che hanno cambiato allenatore passando da Giovanni Stroppa a Cristiano Bergodi, “il primo è un buon tecnico ma si è fatto stritolare dai giocatori, l’altro più passionale”.
Tra gli avversari, ‘big’ a parte, “mi ha impressionato Ibarbo (Victor, esterno colombiano del Cagliari, ndr): è uno di grande prospettiva, se è in giornata giusta non lo becchi mai. Lo stadio più bello invece è quello di Milano – assicura – Per chi ha sempre giocato in piccole piazze, sembra veramente un teatro, anche se aspetto di vedere lo Juventus Stadium”.
Sulla salvezza Zanon è fiducioso, “lotteremo fino alla fine e ci salveremo. Rimanere in serie A? Spero il più a lungo possibile. Da abruzzese, spero di farlo a Pescara, vedremo”, conclude, e proprio in questi giorni ci saranno i primi incontri per il rinnovo del contratto.
Finale in prospettiva futura, tra qualche anno. Quando magari potrà vestire una maglietta rossoblù. “L’Aquila Calcio? Ci spero, anche da ragazzino non ho mai vestito la maglia della mia città – spiega Zanon – Farlo sarebbe un’emozione particolare, sono aquilano doc. Conosco il presidente Corrado Chiodi, vedremo”.






