NERETO – Invitato a presenziare in qualità di auditore alla Conferenza dei Servizi convocata  per domani, martedì 26 novembre, in merito alla realizzazione dell’impianto di smaltimento rifiuti liquidi della Wash Italia, di Nereto, il Comitato Vibrata Bene Comune ha inviato alla Regione Abruzzo il documento pubblicato quio di seguito, affinchè venga recepito e messo agli atti. Il no all’impianto è stato intanto sancito dai primi cittadin all’interno dell’assemblea dell’Unione dei Comuni convocata e presieduta a Sant’Omero dal presidente Piero Panichi, dopo diversi incontri pubblici, un corteo organizzato dagli ambientalisti e una raccolta di oltre quattromila firme.

DOCUMENTO COMITATO VIBRATA BENE COMUNE

Il Comitato Vibrata Bene Comune con sede a Sant’Omero (Te), si è costituito il 22 luglio 2019 con la funzione di Osservatorio indipendente per la salvaguardia delle risorse vitali della Val Vibrata quali l’acqua che beviamo e utilizziamo per l’irrigazione delle terre fertili, per una alimentazione sana; 
l’aria che respiriamo grazie agli alberi che la purificano; le piante che producono ossigeno, frutti, sicurezza idrogeologica dei suoli e mitigazione del clima;  fauna e avifauna che regolano i rapporti tra gli umani e tutto il sistema vivente; l’ecosistema del mare per il patrimonio ittico e l’economia turistica.

Il Comitato è costituito da professionisti dell’ambito medico, docenti delle scuole di ogni ordine e grado, musicisti, artisti, studenti, operatori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, del turismo, della ricerca scientifica, da ex sindaci e assessori alle Politiche Ambientali dei Comuni di Sant’Omero, Martinsicuro, Sant’Egidio alla Vibrata, da professionisti dell’innovazione tecnologica e da persone impegnate nel volontariato sociale, culturale, sportivo e ambientale. Si avvale di un Comitato Etico Scientifico e di sette Gruppi di Lavoro per la redazione del Progetto Futuro Sostenibile dell’Ecosistema Val Vibrata.

Il Comitato, forte di un’ampia adesione di cittadine e cittadini, ha già chiesto alle autorità del territorio vibratiano di adoperarsi per impedire la realizzazione della piattaforma Wash Italia spa a Nereto per la depurazione di acque reflue non civili provenienti da varie regioni, e nello specifico con le seguenti comunicazioni:

documento messo a verbale nella seduta del Consiglio comunale aperto di Nereto del 3 ottobre
2019;

richiesta al presidente dell’Unione dei Comuni della Città territorio Val Vibrata in data 19/10/2019 di convocare un consiglio aperto;

invio di “lettera aperta” in data 6 novembre 2019 al presidente della Regione Abruzzo Marsilio e ai sindaci dei Comuni della Val Vibrata;

richiesta, in data 15 novembre 2019, a tutti i 12 sindaci dei Comuni della Val Vibrata, la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale;

Audizione Commissione Ambiente e Territorio della Regione Abruzzo del 21 novembre 2019;
ribadendo con determinazione i motivi della contrarietà all’impianto di trattamento dei rifiuti liquidi,

ovvero:

L’alveo del Vibrata non è in grado di sopportare ulteriori scarichi di acque reflue industriali come previsto dal progetto della piattaforma Wash Italia spa in quanto è un torrente con un flusso idrico di portata debole, prodotto dalle acque di fusione della neve stagionale del versante nord-est della Montagna dei Fiori (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) nel breve periodo marzoaprile, dalle acque meteoriche e dalle acque in uscita dai depuratori comunali;

Il torrente Vibrata è classificato “scadente” nel Piano di Tutela delle Acque, redatto dalla Regione Abruzzo, a causa dell’inquinamento cronico prodotto dalle lavanderie industriali e pertanto non possono essere consentiti nuovi scarichi che, se attuati, minerebbero la salute delle persone residenti e ospiti, colpirebbero l’agricoltura, l’ecosistema del mare Adriatico e l’economia turistica costiera vibratiana;

L’inquinamento del torrente Vibrata verificatosi nell’estate 2012, rilevato dall’ARTA, riempì le cronache nazionali di tv e quotidiani, con danni alla salute per residenti e turisti, facendo perdere la Bandiera Blu ad Alba Adriatica e Martinsicuro. Dal 2013 ad oggi, la Bandiera Blu non è tornata a sventolare sui litorali di Alba e Martinsicuro, con grave danno all’economia turistica;

La foce del torrente Vibrata è vietata permanentemente alla balneazione dal Ministero della Salute, divieto confermato dalla D.G.R. Abruzzo n. 201 del 15.04.2019;

Il comprensorio della Val Vibrata continua a registrare un aumento esponenziale di tumori e leucemie per cui urge la prevenzione sanitaria e ambientale e una rigorosa indagine epidemiologica.

Il CCR – VIA della Regione Abruzzo ha rilasciato, in data 30.09.2019 il “parere favorevole” sul
progetto della Wash Italia spa, non tenendo conto che:

a) il Vibrata è un torrente e non un fiume, come viene citato dal Comitato VIA e pertanto il suo flusso idrico minimo scompare per diversi mesi nel corso dell’anno;

b) I monitoraggi dell’ARTA 2015/2017 collocano il torrente Vibrata e le falde sotterranee limitrofe nella classe “pessimo” e pertanto il corpo idrico sotterraneo del suddetto torrente classificato “scadente”;

c) La popolazione di Nereto verrebbe esposta quotidianamente agli odori molesti;

d) L’acqua inquinata dei pozzi limitrofi all’alveo del Vibrata utilizzata per uso irriguo comprometterebbe l’agricoltura della vallata e, di riflesso, la salute dei cittadini;

e) Non è stata presa in considerazione la VIS (Valutazione Impatto Sanitario) ai sensi del D. Lgs. n.104/2017in base alle Linee Guida adottate con Decreto del Ministro della Salute del 27.03.2019;

f) La distanza dai siti sensibili quali l’Ospedale Val Vibrata di Sant’Omero (2.900 m), impianti sportivi (340 e 900 m), la ricettività alberghiera (240 m);

g) Dell’aumento del traffico pesante sulla S.S. 259 (aumento polveri sottili e gas serra), dal casello A 14 Val Vibrata a Nereto, ad opera del transito diurno e notturno dei TIR in arrivo da varie regioni italiane, adibiti al trasporto di rifiuti liquidi non civili diretti alla piattaforma Wash Italia spa per la prevista depurazione;

h) Del superamento dei limiti di legge delle acque di superficie e di falda per la presenza di nitrati,
triclorometano, tetracloroetilene, boro, cloruri, ione ammonio, cadmio, mercurio, piombo;

i) Delle misure per la mitigazione del clima;

j) Degli apporti inquinanti prodotti dagli scarichi della Wash Italia nel torrente Vibrata diretti al mare

Adriatico con riflessi negativi sulla qualità delle acque di balneazione in caso di emergenza derivata dal blocco improvviso del funzionamento dell’impianto;

k) Degli artt. 7, 7 bis, 9 dello Statuto della Regione Abruzzo;

l) Dell’art. 9 della Costituzione Italiana che recita “la Repubblica tutela il paesaggio” e dell’art. 32 che recita “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”;

m) Dell’art. 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”;

n) Della Legge n. 176 del 27.05.1991, Ratifica ed esecuzione dei Diritti del Fanciullo redatta a New York il 20.11.1990 che all’art. 3 recita “gli Stati parti vigilano affinché il funzionamento delle istituzioni, servizi e istituti che hanno la responsabilità dei fanciulli e che provvedono alla loro protezione, sia conforme alle norme stabilite dalle Autorità competenti, in particolare nell’ambito della sicurezza e della salute”;

o) La dicitura del Progetto Wash Italia “impianto di trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi” non è coerente con la depurazione di “fanghi di perforazione e rifiuti contenenti petrolio”, di “fanghi e rifiuti di perforazione contenenti cloruri”, di “liquidi di concia contenenti cromo” e altri liquidi pericolosi.

Il Comitato, alla luce di quanto sopra esposto, chiede al Presidente e ai Membri della Conferenza dei Servizi di tenere conto delle gravi criticità ambientali e sanitarie accertate dall’ARTA, che non consentono di autorizzare il nuovo impianto di Wash Italia spa, anche sulla base del “principio di precauzione”, su un territorio già danneggiato sotto l’aspetto ambientale e sanitario. 

Una pressione antropica ulteriore potrebbe produrre problemi molto seri per la salute dei residenti e degli ospiti, per cui è auspicabile il riesame del suddetto progetto da parte del CCR – VIA previo sopralluogo del sito e di chiedere alla Giunta Regionale d’Abruzzo l’urgenza di provvedere alla redazione del Piano di bonifica integrale dell’intero corso del Vibrata, dalla montagna al mare, allo scopo di risanarlo sulla base della Direttiva UE delle Acque (2000/60/CE) che impone la riqualificazione dei corpi idrici entro il 2027.
Si chiede altresì alla Regione Abruzzo l’avvio di una indagine epidemiologica sul territorio
vibratiano colpito da un alto tasso di morti per tumori e leucemie.

Il Comitato segnala al Presidente della Conferenza dei Servizi che, nei primi anni Ottanta del
secolo scorso, Legambiente Abruzzo produsse il primo dossier sullo stato di salute del Vibrata su richiesta del Commissario agli Usi Civici della Regione Abruzzo. Il suddetto dossier evidenziava il non funzionamento dei depuratori comunali e dei depuratori degli impianti industriali e artigianali, la presenza di discariche incontrollate di rifiuti solidi urbani e un impianto di incenerimento dei rifiuto solidi urbani del Comune di Alba Adriatica, demolito in parte dallo straripamento del torrente Vibrata alla fine degli anni Settanta, con un enorme accumulo di ceneri residuali non trasferite in apposite discariche, trasportate al mare dalle piene periodiche autunnali e primaverili.

Il CEA (Centro di Educazione Ambientale riconosciuto dalla Regione Abruzzo) Scuola Blu di Martinsicuro ha effettuato, nell’ultimo decennio, il monitoraggio sistematico dello stato delle acque del Vibrata, rilevando una forte presenza di arsenico, piombo, cadmio e nitrati nell’area oggetto della piattaforma Wash Italia spa. Nel 2008 e nel 2017, le acque del Vibrata sono state descritte in due tesi di laurea, la prima presso l’Università di Camerino e la seconda presso l’Università La Sapienza di Roma, che riportano il superamento dei limiti di legge per la presenza di mercurio, arsenico, cadmio, piombo, nitrati e salmonella nel tratto che va dal Comune di Sant’Egidio al Comune di Corropoli.

La Regione Abruzzo ha il dovere di tutelare il benessere fisico e psichico delle persone residenti e ospiti, in base allo Statuto Regionale e alle Leggi vigenti in materia sanitaria, ambientale e di protezione civile.

STATUTO DELLA REGIONE ABRUZZO
– L’art. 7, comma 5 recita: “la Regione…cura lo sviluppo delle attività agricole salvaguardando la salubrità degli alimenti”.
– L’art. 7 bis, comma 1 recita: “la Regione promuove il diritto ad avere…un cibo di qualità…sano e culturalmente appropriato che garantisca il soddisfacimento mentale e fisico, individuale e collettivo, necessario a condurre una vita degna”.
– L’art. 9, comma 1 recita: “la Regione protegge e valorizza il paesaggio, le bellezze naturali, l’ambiente, la biodiversità e le risorse genetiche autoctone, l’assetto del territorio, il patrimonio rurale e montano, garantendone a tutti la fruizione; fa sì che le fonti di energia, le risorse e i beni naturali siano tutelati e rispettati”