L’AQUILA  – “Promuoveremo fin dall’inizio della nuova consiliatura un provvedimento per stabilizzare le cosiddette casette post-sisma”. “È falso che la legge regionale legittimi le casette autorizzate, come recita il titolo straordinariamente fake della conferenza stampa di oggi”.

Uno degli ultimi scontri della campagna elettorale dell’Aquila si è consumato questa mattina con due conferenze stampa quasi in contemporanea: la prima del ricandidato sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, con Roberto Santangelo, vice presidente vicario del Consiglio regionale e candidato nella lista L’Aquila Futura, Francesco Bignotti e il presidente della commissione comunale Territorio, Luca Rocci, entrambi candidati nella lista L’Aquila Futura, in cui si  è annunciato che sarà possibile regolarizzare,  grazie alla legge regionale n. 29 del 2020, i manufatti realizzati nel post sisma grazie alla famosa delibera 58 spuntati come funghi in tutto il territorio comunale, “per dare ai cittadini che attendono ancora di rientrare nelle abitazioni principali e che hanno scelto tra tante difficoltà di restare all’Aquila, la certezza di avere un luogo dove poter continuare a vivere in strutture legittimate”.

Replica il centrosinistra con i candidati Stefano Palumbo, Paolo Romano e Lelio De Santis e l’ex assessore Pietro Di Stefano che parlano “di intollerabili falsità”. La prima, “che la legge regionale legittimi le ‘casette’ autorizzate, come recita il titolo straordinariamente fake della conferenza stampa di oggi. La seconda, che attraverso la consapevole distorsione della realtà giuridica e tecnica della legislazione urbanistica nazionale e regionale, il Sindaco uscente spaccia un inutile articoletto di legge regionale per la soluzione attesa da tanti cittadini che solo la pianificazione generale, solo una norma urbanistica attuativa di competenza comunale può e deve realizzare in termini effettivi ed efficaci”.

LA NOTA DEL CENTRODESTRA

Il Comune dell’Aquila, nell’ambito della propria potestà pianificatoria e regolamentare in materia, si muoverà per adeguare gli strumenti urbanistici, coerentemente con quanto previsto dalla normativa regionale vigente, al fine di regolarizzare i manufatti legittimamente realizzati per dare ai cittadini che attendono ancora di rientrare nelle abitazioni principali e che hanno scelto tra tante difficoltà di restare all’Aquila, la certezza di avere un luogo dove poter continuare a vivere in strutture legittimate.

La questione, che ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di famiglie riguarda il pronunciamento della Corte Costituzionale in merito all’impugnativa del Consiglio dei Ministri della legge regionale n. 29/2020 per le famose casette costruite dopo il terremoto del 2009 sulla base della delibera 58 del Consiglio comunale.

In particolare, secondo l’articolo 23, comma 1, della sentenza della Corte Suprema numero 92/2022 del 12 aprile 2022, con le modifiche apportate, la legge regionale non presenta – secondo la Suprema Corte – alcun vizio di illegittimità costituzionale. Pertanto ai Comuni abruzzesi viene attribuita la ‘facoltà’ di consentire una deroga al limite di dimensionamento dei piani con la finalità di ‘agevolazione’ e di limitare il consumo del suolo a fini edificatori.

“Finalmente potranno essere date risposte a tutti quei cittadini, che a proprie spese e che dopo il sisma non hanno gravato sui costi dello Stato, non percependo alcuna forma di sostegno economico, hanno realizzato un’abitazione, in maniera diligente e conformemente a quanto previsto dalla delibera 58 del 2009. Non si tratta di una sanatoria, che pure in altre parti d’Italia è stata autorizzata, ma di una stabilizzazione di un diritto, quello alla casa, come stabilito dalla Consulta. Un provvedimento che riguarderà chi si è attenuto alle regole e non coloro che hanno costituito in aree a rischio idrogeologico o sottoposte a vincolo paesaggistico” hanno dichiarato Biondi e Santangelo.

“Il centrodestra è abituato ad affrontare i problemi, non a voltarsi dall’altra parte come ha fatto il centrosinistra negli anni, come per le questioni dei canoni non riscossi dagli inquilini del progetto Case o le verifiche e le manutenzioni degli isolatori sismici, che noi abbiamo avviato per la prima volta”.

“La stabilizzazione di questi manufatti sarà una delle priorità su cui sarà chiamato a confrontarsi il prossimo Consiglio comunale e l’amministrazione del centrodestra che gli aquilani sceglieranno il 12 giugno. Occorrerà un po’di tempo, ma la strada è tracciata ed esistono già esempi nel territorio, penso ai Comuni di Barete e Ocre, che hanno già avviato i procedimenti sulla base della legge regionale per stabilizzare i manufatti realizzati nel post terremoto. Precedenti che ci lasciano fiduciosi sulla possibilità che anche nel nostro Comune possano essere attuate positivamente, anche nel nostro Comune”.

 LA NOTA DEL CENTROSINISTRA

La soddisfazione espressa dal vice-Presidente del Consiglio regionale per la sentenza della Corte Costituzionale che riconosce alla legge regionale 29/2020 di attribuire legittimamente ai comuni abruzzesi “… la facoltà di consentire una deroga al limite di dimensionamento dei piani con la finalità di agevolazione e di limitare il consumo del suolo ai fini edificatori”, farebbe solo sorridere, ma oggi, diventando annuncio trionfale a conclusione della campagna elettorale del Sindaco uscente con una conferenza stampa espressamente dedicata alla “legittimazione” delle casette, assume i contorni inquietanti della più bieca deviazione della corretta informazione al cittadino, su cui non possiamo tacere.

I cittadini devono sapere che le prerogative di indirizzo e definizione delle attività tecnico-amministrative delle strutture comunali e, per eccellenza, della pianificazione e gestione del territorio sono attribuite al Consiglio Comunale dal D.Lgs. 267/2000 – Testo unico degli Enti locali, non da una legge regionale.

Invece la legge regionale 29/2020 si pregia, così afferma Santangelo, di aver concesso ai Comuni del cratere sismico, addirittura “in deroga”, una potestà pianificatoria e regolamentare già sancita dalla legge dello Stato.

In poche parole stamattina, il Sindaco uscente e il vice Presidente del Consiglio Regionale comunicheranno ai cittadini che il nostro legislatore regionale, con l’art. 23 della legge 29/2020, al comma 1 ha concesso ai Comuni del cratere sismico nientemeno che la facoltà di fare pianificazione generale e, al comma 2, che tale facoltà va esercitata nientemeno che ai sensi delle disposizioni della LR 18/1983 relative alla formazione e approvazione delle varianti urbanistiche.

Due sono, quindi, le gravissime, intollerabili falsità. La prima, che la legge regionale legittimi le “casette” autorizzate, come recita il titolo straordinariamente fake della conferenza stampa di oggi.

La seconda, che attraverso la consapevole distorsione della realtà giuridica e tecnica della legislazione urbanistica nazionale e regionale, il Sindaco uscente spaccia un inutile articoletto di legge regionale per la soluzione attesa da tanti cittadini che SOLO la pianificazione generale, SOLO una norma urbanistica attuativa di competenza comunale può e deve realizzare in termini effettivi ed efficaci.

Dunque un esclusivo onore e onere del Sindaco e il Consiglio Comunale, nella loro inviolabile sovranità nella gestione del territorio sancita da una legge primaria decenni fa. Che non è stata esercitata dall’amministrazione uscente. Punto. Questa è la realtà. Va aggiunta una terza, forse più intollerabile evidenza.

Il fatto che tale captatio si rivolga a cittadini che hanno correttamente applicato le disposizioni comunali sulla realizzazione di soluzioni abitative di emergenza, nel pieno dramma del post sisma, e che per tanti anni sono stati assillati dalla minaccia di un’ordinanza di demolizione, pone l’iniziativa di stamattina sotto una luce di sconcertante strumentalizzazione della buona fede della comunità amministrata.

Tant’è che la passata amministrazione, non ha avuto bisogno di ri-scrivere su una legge regionale ciò che è uno dei compiti primari di un Comune: ottenere, cioè, per i manufatti temporanei la necessaria “doppia legittimità”: quella derivante dal deposito correttamente effettuato ai sensi della delibera 58/2009 unita alla conformità ex post attraverso una specifica norma urbanistica generale.

La passata amministrazione ha esercitato la potestà pianificatoria in tema di regolarizzazione delle “casette”, la prima volta, con la variante di salvaguardia delle cosiddette aree “a vincolo decaduto”, che contiene una specifica misura, peraltro utilizzata dalla stessa amministrazione Biondi per regolarizzare “casette” realizzate su quelle destinazioni urbanistiche.