L’AQUILA . “L’ On della campagna elettorale del sindaco Pierluigi Biondi,  sta per onorevole?
Forse…Ma L’Aquila non è Zagarolo!”.

Un esuberante avvocato Carlo Benedetti, mette pepe per alla campagna elettorale, con un video tutto all’attacco sul suo profilo facebook,  contro il candidato del centrodestra alle elezioni del 5 e 12 giugno prossimi. L’ex presidente del Consiglio comunale, ricandidato per il Partito democratico in appoggio a Stefania Pezzopane, accusa con ironia Biondi di aver fatto di tutto in questi anni per accreditarsi negli ambienti “romani”, favorendo innanzitutto con il suo partito, Fratelli d’Italia, le nomine di manager della capitale alla Asl dell’Aquila, ovvero Roberto Testa, poi caduto in disgrazia e rimosso, e ora Ferdinando Romano, come pure al Teatro stabile d’Abruzzo. Questo  perché ipotizza maliziosamente Benedetti, il vero obiettivo del sindaco è quello di candidarsi al Parlamento alla prima occasione utile. Da qui l’ironica interpretazione dello slogan del sindaco: il simbolo “ON”, non sta ad indicare il “tieni acceso il cambiamento”, ma più prosaicamente, “diventerò onorevole”. Evenienza che comunque il sindaco Biondi, anche ad Abruzzoweb, ha smentisco categoricamente.

“Negli ultimi quattro anni e mezzo – attacca Benedetti  – Biondi ha svolto con maggiore efficacia il ruolo di commissario provinciale di Fratelli d’Italia, con risultati più politici che amministrativi: pensiamo alle nomine fatte alla Asl che riguardano due manager. di cui non discuto il valore professionale, ma senz’altro manager di ”area romana”. Mentre altre Asl provinciali, anche gestite dal centrodestra, hanno orgogliosamente mantenuto un management locale. Penso poi anche ad altre nomine di  enti, comuni e società partecipate: anche qui sono stati scelti professionisti romani. Da avvocato mi è capitato di avere come controparte in una causa la Asl, assistito da un avvocato romano”.

E ancora incalza Benedetti, Biondi si sarebbe speso per la nomina a direttore del Teatro stabile d’Abruzzo di Giorgio Pasotti, “anche lui romano, ma che non è Gigi Proietti, e di un presidente di area romana, Pietrangelo Buttafuoco,  che non si è mai visto a L’Aquila e che Biondi vorrebbe spacciare come un novello Ennio Flaiano...”.

Tira dunque le fila del ragionamento Benedetti: “mi pare evidente che Biondi voglia accreditarsi come futuro candidato al Parlamento”, ingraziandosi gli ambienti romani,  e “completando questa favola iniziata con la sua magica vittoria al bingo che ha realizzato nel 2017. Del resto Biondi anche nel 2019 si propose da sindaco come presidente alla Regione, ma poi la leader Giorgia Meloni ha preferito per l’Abruzzo il suo amico Marsilio, anche lui rigorosamente romano, con i risultati che possiamo apprezzare…Pertanto  votare Biondi significa  tornare poi a rivotare. Ma L’Aquila non è Zagarolo né Palestrina, è la capitale dell’Abruzzo”.