CHIETI – “La campagna elettorale è stata molto partecipata e viva, si è svolta in un clima di assoluta correttezza tra noi candidati sindaci, poi negli ultimi giorni il clima si è un po’ surriscaldato e alcuni toni e attacchi personali sono apparsi sopra le righe, ma io non me ne curo, perché il mio proposito era quello di parlare di contenuti, di parlare ai cittadini del futuro della città e penso di esserci riuscito. La sensazione è che il clima di fiducia stia crescendo”.

Così nell’intervista ad Abruzzoweb nelle ultime ore di campagna elettorale del ballottaggio di Chieti, Giovanni Legnini ex sottosegretario di Stato all’Economia, vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura ed ex commissario sisma 2016, candidato sindaco di Chieti che al primo turno ha preso il 47,2% pari a 12.426 voti, appoggiato da Partito Democratico, Sindaco Legnini Chieti, Movimento 5 stelle, Avs, Chieti Viva, Polo civico De Cesare, Chieti per Chieti. E che ora dovrà vedersela al ballottaggio del 7 e 8 giugno con il candidato del centrodestra Cristiano Sicari

Venendo dunque ai contenuti Legnini entra nel tema, già frequentato, della nuova rete ospedaliera, tenuto conto che per un dettagliato studio tecnico a firma dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr), in Abruzzo è possibile individuare due ospedali di secondo livello, il top della gamma con tutte le specializzazioni, all’Aquila e Pescara. Mentre gli altri due ospedali dei capoluoghi possono al massimo avere il ruolo di caregiver, ovvero di supporto: quello di Chieti  per la cardiochirurgia di Pescara, e quello di Teramo per la cardiochirurgia dell’Aquila.

“Questa proposta è stata appunto messa nero su bianco e formalizzata da parte della giunta regionale e ci preoccupa molto. Chieti è storicamente una città sede di un presidio ospedaliero molto importante, in una provincia che è la più numerosa in termini di abitanti. Dalle parole del presidente Marco Marsilio non ho ricavato una risposta su questo tema, come pure dalle parole del candidato sindaco Sicari con il quale ho chiesto di misurarmi. È stato detto solo ‘facciamo l’azienda ospedaliera con l’università’, ma noi su questo obiettivo ci siamo già espressi, è nel mio programma elettorale”.

Per Legnini l’opzione principale deve essere il Dea di secondo livello “condiviso” tra Chieti e Pescara “così come era stato scritto dalla giunta regionale di centrosinistra nel 2016,  in via alternativa bisognerà definire subito l’azienda ospedaliera, che consentirebbe ugualmente di coltivare innanzitutto il rapporto con l’Ateneo e occupare una posizione almeno per alcune specialità di eccellenza. Ma di questo non c’è traccia, l’unica cosa di cui c’è traccia è lo studio dell’Asr in cui si concentra tutto a Pescara, con Chieti che dovrà fungere da supporto, da caregiver al presidio di Pescara. Lavoreremo con la correttezza istituzionale ma con la fermezza che  il tema richiede per fare in modo che questa impostazione venga modificata”.

Altro tema caldo quello del dissesto finanziario.

“Come si recupera un equilibrio stabile dei conti e un livello di efficienza, una disponibilità di personale, di professionalità adeguate per affrontare le numerose sfide che abbiamo di fronte? Questi l’interrogativo al quale noi abbiamo dato una risposta e diamo risposte puntuali, molto precise, il nostri competitor, il candidato Sicari, su questo glissa perché la sua parte politica come a tutti noto e come acclarato negli atti del giudizio della Corte dei conti è l’unica responsabile di questa situazione disastrosa, che peraltro comporta che i cittadini di Chieti paghino le tasse locali a livello massimo previsto dalla legge a cui si aggiunge il livello massimo di tassazione derivante dal deficit della sanità regionale”:

Legnini ricorda a tal proposito che “quando ero sottosegretario al Mef ho esercitato la delega al dissesto degli enti locali in tutta Italia e quindi so di che cosa si parla, mi sono occupato anche dell’equilibrio finanziario di Roma Capitale. In molte situazioni di dissesto c’è stato un intervento straordinario. Se un’amministrazione infatti è stata negligente, acclarate le responsabilità, questo non si può scaricare solo sui cittadini. Certo, un’altra parte dipende in ogni caso dal Comune e per esempio la politica delle entrate qui a Chieti va meglio curata, secondo la formula, ‘pagare tutti per pagare meno’, e sarà anche questo un nostro obiettivo di mandato”.

Proseguendo oltre, “la sicurezza del territorio è per noi è un elemento essenziale, con interventi risolutivi sul dissesto idrogeologico, come pure la manutenzione delle infrastrutture, del verde, le scuole, il rilancio del centro storico, il governo dell’impatto del raddoppio della ferrovia a Chieti Scalo, i cui lavori sono già iniziati, il rilancio complessivo delle varie aree della parte bassa della città. Tutti temi sui quali ci siamo misurati e sui quali abbiamo elaborato proposte molto stringenti e io penso anche molto efficaci”.

Infine una risposta a chi ha tra gli avversari detto “no al commissariamento della città”, con riferimento ai ruoli ricoperti da Legnini come commissario sisma nel centro Italia e poi ad Ischia.

“Una sciocchezza: io farò il sindaco se i cittadini mi eleggono, il che è incompatibile con l’approccio commissariale. Se poi si riferiscono all’utilizzo della mia straordinaria esperienza di commissario per le ricostruzioni post sisma, post alluvioni, post frane, in cinque regioni, io di questo non posso che portare vanto e quell’esperienza mi tornerà molto utile come pure l’aver fatto il legislatore e l’uomo di governo. Competenze maturate sul campo che ora voglio mettere al servizio della mia città”.