AVEZZANO – “Il Partito democratico, finora, mi si passi il termine, è stato latitante, le nostre porte sono comunque aperte”, anche perché “la vedo un po’ dura per loro andare con Di Pangrazio, con il simbolo al fianco di quello della Lega…”
Sceso in campo, questa volta come aspirate sindaco, nell’intervista ad Abruzzoweb, il 63enne avvocato Roberto Verdecchia, da una parte apre al Partito Democratico, dall’altra non risparmia frecciate al suo ex partito, che ha lasciato prima delle elezioni del 2020, quando gli fu preferito il civico Mario Babbo, ora in Forza Italia, come candidato dem.
Ed ora è sceso in campo per conquistare il palazzo di città, appoggiato dal Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Demos -Democrazia Solidale, uniti nel Patto per Avezzano.
E dovrà vedersela ad oggi con il sindaco uscente Gianni Di Pangrazio, a capo di una coalizione civica con l’aggiunta di Lega, Udc e Azione Politica, forze di centrodestra che hanno rotto i ranghi della canonica coalizione, con l’ex questore Alessio Cesareo, per Fdi, Forza Italia e Noi Moderati, e con l’ex consigliere regionale M5s Gianluca Ranieri, per Democrazia sovrana e popolare.
Verdecchia è non certo politico di primo pelo, consigliere comunale di opposizione per il Psi, già nel 2007, all’opposizione di Antonio Floris, poi in maggioranza con una civica nel primo mandato di Di Pangrazio, poi ancora all’opposizione del centrodestra di Gabriele De Angelis e infine assessore nel secondo e attuale mandato di Di Pangrazio, fino a metà 2023, per poi essere sostituito in uno dei tanti rimpasti, “forse perché sono un che rompe le scatole e dice quello che pensa”, tiene a sottolineare.
Resta nello schieramento ai nastri di partenza, dunque, il Pd, che ancora non ha deciso il da farsi e c’è chi assicura che le intenzioni del senatore Michele Fina, punto di riferimento dei dem marsicani, e e il segretario regionale Daniele Marinelli, sarebbero tentati di appoggiare Di Pangrazio, c’è però il problema imbarazzante della coabitazione con la Lega, che potrebbe far balzare dalla sedia la segretaria nazionale Elly Schlein.
“Evidentemente – commenta sardonico Verdecchia -, hanno bisogno di maggior tempo rispetto a altri partiti del centrosinistra. Sanno benissimo però che se vogliono, le nostre porte sono aperte, e non da ora”.
E infatti ricorda l’aspirante sindaco: “il primo incontro della coalizione c’è stato il 16 ottobre, e c’era anche il Pd, che però poi ai successivi incontri non si è fatto più vedere, si sono resi, consentitemi il termine, latitanti, e intanto tutti gli altri partiti hanno condiviso la mia candidatura”.
“Ma nemmeno una telefonata da Fina e Marinelli?”, “no, mai sentiti, non ho contatti. Non escludo che abbiano avuto interlocuzioni con altri esponenti della coalizione, ma presumo che dovrebbero dialogare anche con il sottoscritto”.
Alla domanda dunque, “il Pd appoggerà il suo rivale Di Pangrazio”, Verdecchia taglia corto, “ragionando da un punto di vista politico, io la vedo molto dura, come può il Pd esporre il suo simbolo al fianco di quello della Lega, che da quello che so non ci rinuncerà affatto? Piuttosto, in termini di appartenenza ideologica, ritengo che il Pd dovrebbe venire direttamente con noi, e noi saremmo, lo ripeto, ben felici di accoglierlo”.
Verdecchia riconosce poi a Di Pangrazio che “è un amministratore di navigata esperienza, conosce perfettamente la macchina comunale”, per poi aggiungere, “ritengo che forse farebbe bene ad avere con sé molta più politica, rispetto a quella che lui finge di non voler avere, ed ora infatti per lui non rappresenta un problema, che invece c’è, l’appoggio della Lega. Nell’amministrazione Di Pangrazio ravviso la completa assenza della politica, a cui si aggiunge una opposizione che sta chiaramente dall’altra parte, che potrebbe fare politica in tanti modi, anche in minoranza, ma non con la ‘p’ minuscola”
Di Cesareo si limita a dire: “ho avuto modo di conoscerlo, quando era commissario di Polizia e ha la mia fortissima stima”.
Rivela infine: “il nostro è un progetto a lunga gittata, io sono semplicemente una persona di passaggio in questo momento”, e per quanto riguarda i temi programmatici, pone come prioritari “la sanità, che nella città di Avezzano è ridotta ad un colabrodo, con un pronto soccorso dove si sosta anche 48 ore per poi essere visitato nei reparti o per avere le giuste cure mediche. La macchina non funziona. E c’è poi il tema della sicurezza, ed è grave che il sindaco assicuri che la città non registra fenomeni di criminalità violenta. La verità è che lo spaccio e il traffico di droga a cui sono collegati la maggior parte dei crimini, rappresentano oggi una emergenza, un fenomeno da debellare. Con la presenza dello Stato, con più agenti in strada, e non con le ronde ed altre cose estemporanee. essere di sinistra significa anche essere per lo stato di diritto”.





