L’AQUILA – Il sindaco civico bipartisan di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, in corsa per un terzo mandato alle elezioni di primavera, riscuote la fiducia sulla sua persona nel 61% della cittadinanza, con punte del 73% tra gli elettori del Partito democratico, e anche, a sorpresa tra quelli di Fratelli d’Italia, 72% e Forza Italia, 68%, poca fiducia invece tra gli elettori di Lega, M5s e Verdi e sinistra. Promosso, anche se in misura minore, il suo operato amministrativo, al 44%, ma con il 33% per il quale ha governato “nè bene e nè male”. Priorità sono l’accesso alle cure in ospedale e al pronto Soccorso, e la sicurezza in città.
Questo l’esito del sondaggio, venuto in possesso di Abruzzoweb e pubblicato in esclusiva, commissionato a Winpoll non dal diretto interessato, ma dal Partito democratico.
Un sondaggio che offre uno spaccato che conferma un quadro politico consolidato da anni e che è destinato a creare dibattito in un clima già molto acceso. Un sondaggio politicamente pesante perché il committente Pd non ha ancora ufficializzato il da farsi, ovvero se schierare un suo candidato, accodarsi al candidato del Patto per Avezzano, Roberto Verdecchia, con Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Demos -Democrazia Solidale.
Oppure andare proprio con Di Pangrazio, che è sostenuto oltre che dalle sue liste civiche, con esponenti di vari orientamenti, tra cui di area dem, anche da Lega, Udc e Azione Politica di Gianluca Zelli, forze di centrodestra che hanno rotto i ranghi della coalizione, visto che Fdi, Forza Italia e Noi Moderati stanno con l’ex questore Alessio Cesareo. C’è poi in campo l’ex consigliere regionale M5s Gianluca Ranieri, per Democrazia sovrana e popolare.
Stando all’esito di questo sondaggio, dunque, il Pd, come del resto meditano da tempo senatore Michele Fina, originario di Luco dei Marsi, tra i big nazionali del partito e il segretario regionale Daniele Marinelli, potrebbero scegliere alle urne, con data ancora da fissare, proprio Di Pangrazio, vuoi per il pessimo rapporto con Verdecchia, che dal partito è andato via del 2020 sbattendo la porta e in rotta totale con Fina, vuoi perché la corsa in solitaria con un proprio candidato rischia di rivelarsi un flop clamoroso. C’è però l’oggettivo problema della coabitazione con la Lega, che non rinuncerà al suo simbolo. Pertanto si parla della possibilità di schierare una lista civica “di area”, senza simbolo”. Ma c’è l’ipotesi a cui si ragiona, secondo cui tutti i partiti che appoggiano Di Pangrazio rinunceranno al simbolo. Abruzzo Insieme e Verdi potrebbero seguire il Pd sull’opzione Di Pangrazio.
Luciano D’Amico,
A realizzare il sondaggio è stato Winpoll con interviste dal 19 al 21 gennaio, di cui 600 completate e con 2.316 rifiuti. La popolazione di riferimento è stata quella di maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, proporzionalmente all’universo della popolazione avezzanese, con pondera per genere, fasce di età. La metodologia delle interviste è il “cati- cam”, con “margine di errore e intervallo di confidenza al 99%” del 2,5%.
Vediamo dunque nel dettaglio l’esito del sondaggio.
Alla domanda “Quanta fiducia ha in Giovanni Di Pangrazio?”, il campione ha così risposto: “molta” fiducia 13% e “abbastanza” fiducia il 48%.
Di contro “poca” fiducia il 23% e “per nulla” il 16%. “Non sa” il 14%.
Alla domanda invece “mi può cortesemente dire come valuta l’operato dell’amministrazione del sindaco Giovanni Di Pangrazio?” ha risposto “più bene che male” il 35% del campione, e “molto bene” il 9%.
C’è poi un 38% del campione che ha risposto “né bene nè male”, il 10% che ha risposto “più male che bene”, e l’8% “molto male”. “Non sa” il 5%.
Complessivamente dunque il sindaco esce da questo sondaggio sostanzialmente promosso, visto che per quanto riguarda l’operato amministrativo riscuote il giudizio positivo del 44%, (con il 33% di “nè bene nè male”) e soprattutto per quanto riguarda la fiducia nella sua persona con giudizio positivo del 61%.
Aspetto importante è poi il focus su come si sono espressi gli elettori delle varie forze politiche.
Alla domanda sulla fiducia, il 73% di quelli del Pd esprimono un giudizio positivo, e aspetto da sottolineare hanno un giudizio positivo al 72% e al 68% anche, rispettivamente, gli elettori di fratelli d’Italia, e di Forza Italia.
Il giudizio negativo, prevale invece negli elettori della Lega, 53% anche se la Lega appoggia Di Pangrazio, come pure tra quelli del Movimento 5 stelle 69%, e di Verdi e Sinistra, 71%,
Di Pangrazio piace di più all’elettorato femminile, 65%, rispetto a quello maschile, 57%.
Per quanto riguarda le fasce di età: giudizio positivo al 65% per gli under 30, al 55% dai 30 ai 44 anni, del 57% dai 45 ai 65 anni, del 67% tra gli over 65 anni.
Sorprese anche per quello che riguarda”l’operato amministrativo”, se si va a vedere il giudizio degli elettori dei singoli partiti.
Il 67% degli elettori di Forza Italia, 61% di Fratelli d’Italia, il 53% della Lega esprimono, un giudizio positivo (“molto bene” e “più bene che male”), mentre al contrario la bocciatura è a sinistra visto che il giudizio positivo è minoritario: al 48% tra gli elettori del Pd, al 32% tra quelli del M5s, al 27% in Verdi e Sinistra.
Picco di gradimento sull’operato amministrativo infine tra le donne, 48%, rispetto ai maschi, 40%, e tra gli under 30, al 47%, mentre scende al 40% tra i 45 e 65 anni.
C’è infine la seguente domanda: “Le elenco ora alcune priorità del suo comune, mi può dire cortesemente quali sono le più urgenti che la nuova amministrazione comunale dovrebbe affrontare?”
Ecco le risposte in ordine di priorità: “accesso alle cure in ospedale” 41%, “accesso al Pronto Soccorso” 40%, “sicurezza in città” 33% “eliminazione liste d’attesa” 29%, “ferrovia Roma – Pescara” 17%, “sviluppo lavoro nell’area industriale” 15%, “salvezza dei tribunali” 14%, “luoghi aggregativi e di socializzazione (giovani e terza età)” 8%, “LFoundry” 8%, “sviluppo agricoltura e potenziamento Fucino” 7% “sviluppo commercio (affitti agevolati per apertura” 5%, “Teatro dei Marsi (offerta culturale)” 3%, “altro” 4%, “non sa” 6%. Filippo Tronca






