L’AQUILA – Secondo quanto si è appreso, il 41enne esponente di Fratelli d’Italia, che è dirigente medico dell’azienda sanitaria in aspettativa per assolvere alla carica di consigliere regionale prima e di assessore dopo, Guido Quintino Liris, in seguito alle elezioni regionali del 10 febbraio dello scorso anno, è rientrato in servizio con un contratto part time, quindi al 30 per cento dell’orario: una situazione che gli permetterà di svolgere sia l’attività professionale, sia quella politica. 

La sua decisione è stata salutata con gioia dal presidente della Regione, Marco Marsilio, anche lui Fdi, “siamo orgogliosi di lui”, ha detto.

Mentre al contrario con una nota il segretario regionale del Pd, Michele Fina, assieme ai consiglieri regionali Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli e Sandro Mariani e i parlamentari Stefania Pezzopane e Luciano D’Alfonso, sostengono che i due ruoli siano incompatibili e chiedono che il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, attivi le procedure di decadenza.

Stando a quanto emerge da fonti vicine all’uomo politico aquilano, la scelta è stata dettata dalla volontà di dare una mano alla sanità aquilana e regionale in un momento drammatico per il territorio e la comunità colpiti dal covid che sta facendo migliaia di morti in Italia e nel mondo e che ha costretto il pianeta ad una drammatica emergenza sanitaria. 

Liris, da settimane, praticamente dall’inizio dell’espansione del virus, è in prima linea all’ospedale dell’Aquila nella gestione della strategia di intervento insieme alla governance della Asl. 

Per questo è finito al centro delle polemiche innescate sia dal centrodestra, soprattutto dalla Lega, che non ha mai aperto pubblicamente il caso politico, sia dalle opposizioni: a tale proposito con una nota ufficiale da parte del capogruppo di Articolo 1 al comune dell’Aquila, Giustino Masciocco, che nello stigmatizzare l’eccessivo presenzialismo nel nosocomio del capoluogo regionale, documentato con foto e note stampa anche in caso di donazioni, lo aveva invitato a tornare a fare il medico per aiutare la causa in piena emergenza e dare il cambio ai colleghi allo stremo.  

Liris è specializzato in igiene e prevenzione con studi di managment sanitario, competenza consideta importante in questo momento: non si sa in quale settore è stato destinato dal manager Roberto Testa, con il quale ha un buon rapporto personale.

L’ex vice sindaco dell’Aquila ha informato il partito e il presidente Marsilio, che in una nota afferma: “La scelta dell’assessore Liris di chiedere il part-time per tornare a indossare il camice e affrontare in prima linea l’emergenza Coronavirus mi riempie d’orgoglio, e insieme a me riempie d’orgoglio tutta la Giunta. Un gesto esemplare e per niente scontato. All’assessore Liris va tutto il mio caloroso incoraggiamento insieme alla gratitudine di tutti gli abruzzesi”.

Anche il centrosinistra da una parte prende atto “del gesto di generosità” di Liris. Dall’altra però fanno notare che  “questa decisione comporterà le sue dimissioni dal ruoli politici, in quanto  il decreto legge 165 del 2001 obbliga gli eletti in Consiglio regionale all’aspettativa obbligatoria, con conservazione del posto di lavoro”.
Per poi aggiungere: “Resta comunque da capire, al di là delle questioni normative, come sarebbe possibile, in questo momento drammatico, conciliare due ruoli di così grande impegno e di così grande importanza. Ed è anche da capire, quale sarebbe l’utilità di tutto questo, tolto il ritorno pubblicitario che, con ogni ovvietà, è il fine della geniale trovata o, per meglio dire, della sceneggiata, un altro capitolo dopo quello a cui ci ha costretto ad assistere ieri il Presidente del Consiglio regionale ammainando la bandiera europea”.