ROMA – Contro la crisi, sul tavolo europeo, l’opzione Covidbond.

Così il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni in un’intervista sul Sole 24 ore parla degli strumenti per fronteggiare l’emergenza coronavirus, aggiungendo tra gli altri anche i “prestiti Mes” e nuove misure da parte della Bei, oltre alla costruzione di “fondi” per i disoccupati e la Cassa integrazione.

L’ex presidente del Consiglio fa presente che “non si può affrontare questa emergenza con gli stessi strumenti anti crisi di dieci anni fa”; e descrive poi le ipotesi sul tavolo, facendo presente le sue preoccupazioni per la possibilità che possa mettere radici “un capitalismo autoritario”.

“Siamo di fronte a una crisi senza precedenti per cui adottiamo misure senza precedenti – afferma Gentiloni a proposito delle ultime decisioni prese in sede europea – non si allarga solo il perimetro della flessibilità di bilancio, ma si autorizzano i singoli paesi a deviare dal percorso di aggiustamento dei conti pubblici. Ciò è pienamente giustificato, se non doveroso”.

E chiarisce che si dovrà prendere in considerazione anche l’evoluzione della pandemia e delle condizioni dei diversi Paesi: “I governi sono autorizzati a deviare”, in modo temporaneo, “dal percorso di aggiustamento dei conti pubblici. Quando finirà il temporaneo è ancora da capire, comunque senza perdere di vista la sostenibilità nel medio-lungo termine”.

Secondo il commissario Ue, la situazione è “troppo fluida per permettere vere e proprie previsioni; aggiorniamo continuamente con i nostri modelli i vari scenari”, osserva sulle ipotesi al ribasso di crescita.

E “gli scenari che continuiamo a elaborare sono progressivamente pessimisti. Credo che tutti i paesi avranno serie conseguenze recessive nel corso del 2020”.

“Il debito italiano è sostenibile – rileva Gentiloni – questo è il momento di rispondere all’emergenza e di utilizzare le risorse pubbliche in modo intelligente; siamo di fronte a una crisi comune che riguarda tutti. Sul tavolo abbiamo molte opzioni. Strumenti legati al Mes possono essere quelli delle linee di credito speciali. Ci sono poi altre ipotesi”: creare un fondo straordinario per programmi legati al contrasto al Coronavirus; l’uso dei fondi strutturali non spesi, “un’opzione che per l’Italia vale svariati miliardi”; anticipare “lo strumento di riassicurazione degli schemi nazionali di sostegno alla disoccupazione o di ristrutturazione, come la cassa integrazione in Italia. Questo è uno dei miei obiettivi”; e “la discussione sui Coronabonds”.

L’opzione “più realistica è quella che avrà maggiore consenso tra i Paesi. Sono tristemente convinto del fatto che purtroppo l’evoluzione di questa pandemia ci aiuterà a trovare una risposta comune”. Dell’Italia, spiega Gentiloni, lo colpisce “la tenuta del nostro sistema sanitario e il livello di coesione”.

Per il dopo crisi, “la vera posta in gioco riguarda il nostro modello di democrazia liberale e di economia sociale di mercato; l’ alternativa sarà tra il modificare il nostro modello sociale, liberale, europeo o invece l’arrendersi a modelli di capitalismo autoritario. Riscopriremo il valore di eguaglianza come avviene nelle crisi drammatiche”.