L’AQUILA – Potrebbe esserci un raduno di moto, che si è svolto dal 6 all’8 marzo scorsi in Campania, all’origine del primo contagio aquilano da coronavirus.

E’ coinvolto un giovane di 33 anni, che è stato trovato positivo al tampone nella giornata di martedì, dopo essersi messo in quarantena. Il giovane è in buone condizioni nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila.

Le attenzioni ora sono ricoverati alla ricostruttive dei contatti: secondo quanto si è appreso, sarebbero stati messi in isolamento a casa parenti e un gruppo di amici appassionati di motociclismo e sarebbero stati effettuati alcuni tamponi. Nei prossimi giorni sono attesi i risultati che riusciranno a chiarire il possibile contesto evolutivo di questa situazione.

Fatta eccezione per questa vicenda, che in ogni caso è destinata a mantenere alta l’attenzione, all’ospedale dell’Aquila la situazione, per ora, rimane piuttosto sotto controllo.

Si è chiuso il “caso” Geriatria: il reparto, dove era stato appoggiato un paziente poi risultato positivo al virus, è stato regolarmente riaperto dopo che gli ultimi tamponi hanno dato esito negativo per i contatti più stretti dell’anziano, un sangrino. Nel reparto di Malattie infettive ci sarebbero altri casi sospetti, in particolare una donna anziana.

Anche in questo caso si attendono il tamponi. I casi, all’Aquila, al momento restano tre: i primi due riguardano la dottoressa tirocinante lombarda che ormai, definitivamente negativa, può lasciare la città dopo essere stata dimessa il 13 marzo scorso; l’altro è un ragazzo di origine campane che gestisce un centro perlo svago a scuola: molte persone collegate all’attività di divertimento hanno già terminato l’isolamento domiciliare.