AVEZZANO – È guerra aperta sul fronte dei nuovi kit diagnostici che dovrebbero aumentare la capacità di diagnosticare precocemente il coronavirus.
Si tratta di dispositivi acquistati in gran numero da alcuni sindaci, in particolare nella Marsica, ma anche a Prezza, comune di cui è sindaco il consigliere regionale dell’Udc Marianna Scoccia.
Contro questi amministratori si sono apertamente schierati sia la Regione, con l’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì, della Lega, che il Ministero della Salute, quest’ultimo attraverso una perentoria dichiarazione del direttore generale della Prevenzione sanitaria, l’abruzzese Claudio D’Amario.
Secondo Regione e Ministero i kit non sono validati e addirittura i falsi positivi potrebbero dar luogo a un procurato allarme.
I primi cittadini non ci stanno e ritengono che questo sia il mezzo ideale per poter sottoporre a screening gran parte della popolazione e degli operatori sanitari in prima linea.
Letteralmente inviperito il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, di professione avvocato, che ha sospeso l’avvio dei test previsti per oggi ma chiede subito chiarimenti ufficiali con documenti e non con annunci stampa con un ultimatum che fissa a domani la risposta. Il tutto con una nota inviata oltre che al governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, alla Procura della Repubblica.
“Nessuna sfida è aperta da parte mia con la Regione, al contrario solo una leale collaborazione. Come anche nessun procurato allarme è stato attivato da me: non ho mai ricevuto nessuna comunicazione da D’Amario, né scritta né telefonica. Per cui è evidente che con questa comunicazione inviata alla stampa ha concretamente attivato lui un procurato allarme”.
Tedeschi prosegue specificando che “il Comune, dopo l’apertura del centro operativo, ha richiesto di acquistare complessivamente 1700 kit per poter far fronte all’emergenza, monitorando con dettaglio e uniformità il territorio comunale attraverso un’attività di screening. Si tratta di test sierologici che vanno verificare se l’individuo ha sviluppato gli anticorpi a seguito del contagio; esiste un periodo, chiamato comunemente ‘periodo finestra’, durante il quale non c’è ancora produzione di anticorpi a seguito del contagio.
Tale periodo è variabile da 3 a 7 giorni. Pertanto se il test viene eseguito durante tale periodo il risultato sarà falsamente negativo. Mi preme evidenziare che il costo da sostenere è irrisorio rispetto ai benefici di cui la cittadinanza può beneficiare.
L’obiettivo dell’attività di screening resta esclusivamente il monitoraggio e il controllo del territorio comunale, dando la possibilità ai cittadini di effettuare su base volontaria il test in favore dei soggetti più esposti”. Il sindaco chiarisce che “è evidente che i test sierologici non possono sostituire i tamponi. Infatti non li sostituiscono, ma li affiancano perché è evidente a tutti che non è possibile effettuare i tamponi a tappeto e poi ripeterli. I test nel nostro comune sono stati programmati a partire da domenica 29 marzo, ma fino a chiarimento con tutte le istituzioni competenti vengono sospesi. Chiedo la cortesia che questo chiarimento arrivi con immediatezza entro la giornata di lunedì”.
Fare i tamponi e dotare immediatamente di mascherine tutti gli operatori dell’ospedale di Avezzano e tutti coloro che operano nei vari presidi sanitari marsicani. Farlo adesso, subito, non fra 1 mese, perché il virus corre e non aspetta i tempi di un elefante. Ed iniziate dall’ospedale di Avezzano.
Così il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, rivolge l’appello alla Regione Abruzzo , invitandola ad essere celere nell’adottare misure si garanzia e sicurezza nei confronti di chi, da ormai più di un mese è impegnato in prima linea nell’affrontare l’emergenza del COVID-19.
“Non è possibile che ad oggi il personale sanitario è ancora sprovvisto di questi importanti e necessari strumenti di protezione per chi sta lavorando senza sosta nelle strutture sanitarie. La Regione si deve muovere ”, spiega Di Natale in una nota, “ non è tempo di tergiversare. Siamo in piena emergenza”, aggiunge, “ è compito delle istituzioni, stare al fianco degli operatori Sanitari ed aiutarli con tutti i mezzi necessari”.
L’emergenza Coronavirus ha messo in evidenza come il territorio marsicano e non solo, sia carente di moltissime cose, troppa precarietà soprattutto nel settore sanitario, dove oggi più che mai invece bisognerebbe essere pronti ed efficienti.
Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus, il comune di Aielli ha fatto di tutto per mettere in campo ogni misura di contrasto e prevenzione possibile. Siamo stati i primi ad ordinare ed acquistare migliaia di mascherine, abbiamo sanificato le strade, abbiamo chiuso prima degli altri i luoghi pubblici ed abbiamo subito attivato i servizi di consegna beni a domicilio. L’ultima misura messa in atto è stato l’acquisto dei test monoclonali anticorpali”, ha spiegato il primo cittadino Di Natale. “In questi giorni, però, mi sono anche reso conto di quanta precarietà c’è nel nostro territorio, di quanto male siamo messi. Decine di medici, decine di infermieri, costretti a lavorare senza mascherine e senza protezione. Personale sanitario lasciato solo e obbligato ad arrangiarsi”.
Il sindaco di Aielli ha spiegato come, nei limiti del possibile, ha tentato di dare una mano, ma ha anche evidenziato come sia assurdo che chi di dovere non si sia attivato in tempo per garantire sicurezza a chi rischia la vita per noi.
“Per quanto riguarda i tamponi, dovrebbero essere fatti a più persone possibili, ma così non è. Ne vengono eseguiti pochi perché non c’è personale, non ci sono strumenti, non ci sono i reagenti. Il risultato è che spesso non vengono fatti nemmeno ai sintomatici che hanno avuto contatti diretti con persone infette”.
“È questo il contesto in cui si è inserita la mia scelta di acquistare i test istantanei, strumento diagnostico che non da un risultato certo ma sicuramente altamente probabile. Pratica già operativa in Veneto e in altre realtà nazionali. Non dobbiamo inventarci nulla e sono convinto che a volte basti replicare azioni virtuose testate altrove. Dovete agire ora, non fra un mes”.






