L’AQUILA – Mercoledì 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una delegazione di studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Leonardo Da Vinci dell’Aquila accompagnata dai docenti Roberta Anselmo, Antonella Seccia, Valeria Valeri, Maurizio Domenico Fosca, dalla dirigente scolastica Serenella Ottaviano e da Ada D’Alessandro dell’Ufficio scolastico provinciale dell’Aquila, è stata invitata nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri all’evento di chiusura di Five Men – FIght ViolEnce against woMEN.

Five Men è un progetto, a cui l’Istituto aquilano ha aderito entrando a far parte di un gruppo selezionato di 20 scuole italiane, finanziato dalla Commissione europea e co-finanziato dal dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio in collaborazione con l’associazione Maschile Plurale, l’associazione D.I.Re. Donne in Rete contro la violenza, l’Istituto per la Ricerca sociale (Irs) ed il dipartimento per l’Editoria di Palazzo Chigi.

Il progetto ha l’obiettivo di elaborare una campagna di comunicazione sociale, rivolta principalmente ad uomini e ragazzi, sulla violenza di genere.

Sono intervenuti Michele Palma, del dipartimento per le Pari Opportunità, Alberto Leiss dell’associazione Maschile Plurale, Anna Maria Zucca dell’associazione D.I.Re, Fabrizia Medulla sceneggiatrice e Mauro Uzzeo regista della web-serie #Cosedauomini, la dirigente Ottaviano ed una docente del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Castel del Piano (Grosseto).

L’obiettivo principale dell’iniziativa è abbandonare le rappresentazioni delle donne come deboli vittime maltrattate e mostrare il comportamento sbagliato degli uomini.

Il nuovo messaggio che il governo italiano vuole diffondere è che gli uomini devono respingere la violenza contro le donne e diventare attori essi stessi nella lotta a questo fenomeno in preoccupante aumento. Coerentemente con le finalità ed i contenuti del progetto, l’intervento nelle scuole affronta in particolare il tema della violenza nelle relazioni tra i sessi da un punto di vista culturale, per coinvolgere allievi ed allieve sulle tematiche della parità di genere.

Dal 2013 il Da Vinci è capofila della rete interscolastica “Educare al genere. La scuola promuove la differenza”.

Le istituzioni scolastiche, che formano gli uomini e le donne di domani, sono responsabili anche del contributo a cambiare la situazione educando ad una mentalità che non riconosce la differenza tra i sessi.

La violenza contro le donne si annida nella vita quotidiana ed è lì che va combattuta. Un originale spunto di riiflessione è stato fornito dalla dirigente scolastica Serenella Ottaviano che, dopo aver ribadito che le scuole devono diventare centri di cittadinanza attiva, ha proposto di mettere al centro la creazione di un nuovo linguaggio in quanto da sempre la normazione di attività in pubblico è al maschile. 

L’educare al genere deve, quindi, partire dal riconoscimento delle differenze. L’Istituto ha vissuto da vicino la tragedia della violenza contro le donne.

Nel 2007 Roberta Colaiuda, che aveva frequentato l’istituto con lode, e sua madre Nella Graziosi furono ammazzate a fucilate dal compagno della donna.

Lirim e Fatlind sono ancora allievi dell’istituto. La violenza non ha passaporto né titolo di studio. Il 16 ottobre 2013 a Pescina (L’Aquila) il loro padre Veli Selmanaj uccise a colpi di pistola la sua ex moglie Fatime di 45 anni e sua figlia Senade di 21, che avevano denunciato i suoi abusi e le sue violenze.

Composti e distrutti, Lirim e Fatlind sono stati esempio di riflessione, orgogliosi di essere figli e fratelli di due donne che hanno perso la vita per aver avuto coraggio.

Hanno concluso la manifestazione le emozionanti parole degli allievi e delle allieve delle scuole presenti, che vogliamo considerare una prima importante pietra nella costruzione di una nuova consapevolezza delle differenze: il segno non si lascia con la violenza ma con la parola.