L’AQUILA – In un solo anno sono state 200 le donne dell’Aquilano che si sono rivolte al centro antiviolenza dell’associazione Donne Melueusine, 17 in pochi mesi al camper ambulante della questura dell’Aquila. Gli ammonimenti del prefetto agli uomini violenti segnalati dalle vittime in un anno sono stati 7 a Milano ma ben 24 nel capoluogo abruzzese.
Bastano questi numeri a evidenziare l’importanza dell’iniziativa intrapresa dalla polizia di Stato dell’Aquila che ha inaugurato oggi al’interno della questura di viale Panella la “sala Erica”, una stanza accogliente e appartata dove le vittime potranno essere ascoltate in un ambiente “protetto” che garantisca un’accoglienza adeguata e la necessaria riservatezza che per esempio non si può avere, con tutti i rischi e disagi del caso, se si deve fare la fila negli altri uffici assieme ad altre persone.
La stanza è stata allestita grazie al contributo dei Club “Rotary L’Aquila”, “Rotary L’Aquila Gran Sasso” e “Inner Wheel di L’Aquila” e, per la parte ideativo progettuale, dall’Associazione “L’Aquila Città per le Donne”, che ha coinvolto architetti e psicologi dell’Università.
È la prima di questo genere in Abruzzo ed sarà predisposta in modo da realizzare un ambiente di ascolto accogliente e tecnologicamente avanzato, oltre che assistita da personale formato e specializzato.
“La violenza di genere – spiega ad AbruzzoWeb il questore, Vittorio Rizzi, soffre di un sommerso importate, e qui all’Aquila questo il dato importante lo stiamo facendo emergere. Ne è prova l’ammonimento introdotto dalla nuova legge sul femminicidio, se a Milano sono stati sei o sette i casi, qui ben 24, ma questo non significa che all’Aquila ci sono più violenti e molestatori, ma che le donne hanno più coraggio e forza di denunciare le violenze”.
La sala Erica, che prende nome dalla pianta che secondo la leggenda nasconde le fate e uccide gli uomini malvagi, si inquadra in questa azione di inocraggiamento.
“Sarà un luogo di intelligenza sociale, smart – ha spiegato ancora Rizzi – che consentirà di audire le donne che denunciano di essere vittima di violenza anche in fase di indagini preliminari, ed è importante che ciò avvenga in un luogo protetto, che si faccia carico della loro vulnerabilità e integrità morale. Questi colloqui, come l’esperienza insegna, sono del resto importanti ai fini probatori per l’esito di tanti processi. La sala sarà a disposizione a anche dell’autorità giudiziaria”.
“Nei nostri progetto territoriali – spiega Sandra Masciovecchio, medico legale della Questura – siamo andati in giro in trenta quartieri e località con camper, bussando alle porte, e sono state tante le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare, donne che non si sentivano si sentivano non più persone ma oggetti nel loro corpo e nel loro fisico”.
Esprime soddisfazione Anna Tellini, dell’associazione Donne meleusine, che fa un opera preziosissima di volontariato nel Centro anti-violenza di via largo D’Agostino 3 a L’Aquila.
” Sono arrivate a 200 le donne che si sono rivolte a noi per chiedere aiuto, per denunciare la violenza quotidiana che subiscono, e voglio credere che questo sia un segno positivo, che sempre più donne prendono coraggio e reclamano autodeterminazione”.
Per la Inner Wheel, divisione femminile del Rotary club parla Anna Poli. “E’ un piccolo sogno che si avvera, che nasce da un grande azione di solidarietà, questo luogo è un passo avanti al contrasto della violenza di genere”.




